A Crevalcore la stagione di prosa 2026 sceglie un titolo che è già una dichiarazione di poetica: Contemporaneamente classico. Un ossimoro che in realtà racconta con precisione ciò che accade su quel palco: testi che vengono dal passato e parlano con voce urgente all’oggi. Da gennaio a fine marzo, l’Auditorium Primo Maggio diventa così un crocevia di pensiero, racconto civile, musica e parola. Un piccolo teatro di provincia che, stagione dopo stagione, riesce in un’impresa non scontata: convincere grandi produzioni e protagonisti della scena nazionale a uscire dalle rotte principali delle tournée per fermarsi, anche solo per una sera, in un luogo che ha fatto dell’ascolto e della partecipazione il proprio punto di forza.
Balasso e Guenzi alle prese con Brecht e Fo: il grottesco come lente sul potere
Ad aprire la stagione (il 7 gennaio) è Natalino Balasso, con Giovanna dei Disoccupati, un apocrifo brechtiano che riscrive Santa Giovanna dei Macelli calandola in un mondo grottescamente moderno. È un teatro che diverte e ferisce, che ride mentre “getta bombe nei cervelli”, per dirla con Gramsci, smascherando le dinamiche di dominio, sudditanza e ingiustizia che continuano a ripetersi sotto nuove forme.
Qualche settimana dopo, il 28 gennaio, il cartellone affronta uno dei testi più esplosivi del Novecento italiano: Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo. A incarnarne la forza corrosiva è Lodo Guenzi, in un allestimento che restituisce tutta l’attualità di una farsa tragica capace, ancora oggi, di inchiodare il potere alle sue contraddizioni più grottesche. In questo lavoro, Dario Fo raccontò la morte dell’anarchico Pinelli, risalente al 1969.
Massini, De Gregorio, Servillo e Forte: la genesi del male, la parola femminile e il mondo umano visto da quello animale
Il celeberrimo Mein Kampf di Adolf Hitler (ripubblicato in Germania dal 2016) viene interpretato e rielaborato da Stefano Massini nello spettacolo che porta il nome del libro (sul palco di Crevalcore il 10 febbraio). Massini porta in scena una minuziosa indagine teatrale sulla genesi del male: un giovane Hitler, pittore fallito e uomo ossessionato dalla mediocrità della massa, prende forma davanti al pubblico. Non è un teatro che consola, ma che invece reclama attenzione e costituisce monito verso le figure che si propongono come guida a comunità incapaci di scegliere e di ribellarsi.
Il discorso sul presente si sposta poi sul terreno della parola femminile, della memoria e dell’identità, con Un’ultima cosa. Cinque invettive, sette donne e un funerale. Con lo spettacolo in scena il 20 febbraio, Concita De Gregorio dà voce a cinque donne – Dora Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Vivian Maier e Lisetta Carmi – in un ideale funerale laico, immaginando per ciascuna un commiato definitivo, pronunciato senza diritto di replica. Una cerimonia di commiato accompagnata dalla musica dal vivo di Erica Mou. Ne nasce una meditazione intensa, priva di retorica, sulla parola come ultimo gesto di libertà.
Con Il carnevale degli animali… e altre fantasie, Peppe Servillo e il Pathos Ensemble intrecciano versi e musica in un concerto-reading, sul palco il 4 marzo. Le celebri musiche di Saint-Saëns dialogano con i testi di Franco Marcoaldi, scomponendo un bestiario poetico che guarda al mondo animale come a uno specchio della nostra umanità.
La stagione si chiude il 23 marzo con As Três Marias, interpretato da Iaia Forte, che racconta una storia di censura. La vicenda delle tre scrittrici portoghesi – Maria Isabel Barreno, Maria Teresa Horta e Maria Velho da Costa – processate dal regime dell’Estado Novo negli anni Settanta – diventa racconto teatrale e politico insieme. Tra fado antico e moderno, lettere seicentesche e lotta femminista, lo spettacolo restituisce il senso profondo di una parola che sa sfidare il potere, pagandone il prezzo. Gli arrangiamenti musicali sono di Valentino Corvino, mentre Lucia La Gatta ha curato l’adattamento teatrale.
La stagione di prosa 2026 di Crevalcore si configura così non come una semplice successione di titoli, ma come un percorso coerente, attraversato da una domanda sottesa e precisa: a cosa serve oggi il teatro? La risposta emerge spettacolo dopo spettacolo, nel rifiuto della neutralità, nella scelta di testi che interrogano il presente e nella convinzione che la scena possa ancora essere un luogo di pensiero.
La stagione di prosa 2026 di Crevalcore è articolata in diverse formule di abbonamento e biglietteria: è possibile scegliere tra un abbonamento a sei spettacoli o una formula ridotta da tre appuntamenti, affiancate dalla vendita di biglietti singoli e da un carnet flessibile da quattro ingressi, utilizzabile anche su spettacoli diversi. Sono previste tariffe agevolate per gli under 30, gli over 65 e per gli accompagnatori di persone con disabilità motoria.
L’acquisto di abbonamenti e biglietti è possibile presso il Municipio di Crevalcore, in via Persicetana 226, e attraverso la piattaforma online Vivaticket. Per informazioni, prenotazioni e aggiornamenti è possibile rivolgersi all’Area Servizi Culturali “Paolo Borsellino” del Comune di Crevalcore, tel. 335-8724942 / 051-988.557 oppure 051-988.559. In alternativa scrivere a: prenotazioni.spettacoli@comune.crevalcore.bo.it







