Con circa il 62% dei consensi, contro il quasi 38% della sua avversaria Evelyn Matthei, Michelle Bachelet riconquista la presidenza cilena. Meno della metà degli aventi diritto si è recata alle urne.

Michelle Bachelet vince nettamente le elezioni presidenziali cilene. Dopo la parentesi della presidenza Pinera, espressione della destra, la figlia del generale Bachelet, torturato e ucciso dal regime di Pinochet, si riprende il paese andino.

Molto alto il dato dell‘astensione che supererebbe ampiamente il 50%. “il Cile ha un voto libero, non è un obbligo andare a votare. Il fatto di andare a votare non costituisce nessun requisito per un concorso pubblico.” spiega Juan Contreras, dell’associazione Amenacer.

Molte le sfide che ora attendono la presidente Bachelet: riforme radicali, prima fra tutte, la riforma della Costituzione fatta da Jaime Guzmàn, l’ideologo di Pinochet. Per riscrivere la carta costituzionale c’è, però, bisogno di una maggioranza qualificata, e la destra si è già detta contraria.

Resta tuttavia forte il segnale della vittoria della sinistra cilena, la Nueva Mayoria, ” che si è estesa a sinistra con un patto con il partito comunistra cileno, che era rimasto extraparlamentare per quasi più di 40 anni.” conclude Contreras.

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