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Urne aperte, dalle 7 alle 22 di oggi, nel Regno Unito. Gli elettori britannici sono chiamati a rinnovare la Camera dei Comuni, in quelle che si preannunciano elezioni molto incerte: si sfidano i due principali partiti, i Conservatori del premier David Cameron e il Labour di Ed Miliband.

Appuntamento alle urne, nella giornata di oggi, per i cittadini britannici. Gli elettori di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord sono chiamati a rinnovare la Camera dei Comuni, l’unico organo elettivo del Parlamento britannico. A sfidarsi per formare un nuovo governo sono i Conservatori (Tory) dell’attuale premier David Cameron, e i Laburisti di Ed Miliband. Tante le incognite che avvolgono la tornata elettorale in Regno Unito, il cui risultato si preannuncia molto incerto: i sondaggi delle ultime settimane, infatti, hanno visto appaiati i due leader dei maggiori partiti. Né i Conservatori né i Laburisti, tuttavia, sarebbero in grado di conquistare i 326 seggi che corrispondono alla maggioranza assoluta nella Camera dei Comuni, e avere così la possibilità di formare un governo in piena autonomia.

David Cameron, leader dei Tory dal 2005, è stato eletto primo ministro nel 2010, ed è al governo in coalizione con i LibDem di Nick Clegg. Una partnership di questo tipo difficilmente potrà rinnovarsi, dal momento che i liberaldemocratici hanno visto precipitare il loro consenso e si attestano sotto al 10%. In crescita, invece, è l’estrema destra (UKIP) di Nigel Farage che già alle ultime elezioni europee ha ottenuto ottimi risultati, e che ha eroso più consensi nei confronti dei Conservatori di Cameron. Non a caso il premier britannico ha tentato negli ultimi tempi di limitare l’ascesa dell’UKIP avvicinandosi ad alcune delle posizioni che lo contraddistinguono: ha concesso (in caso di vittoria elettorale) un referendum sull’uscita dall’Unione Europea, e si è mostrato rigido sul tema immigrazione, anche dopo gli ultimi tragici naufragi che hanno scosso dal torpore Bruxelles.

Il principale sfidante di David Cameron è il leader del Labour Party, Ed Miliband. “È considerato un candadiato molto debole – ci spiega la giornalista Lou Del Bello da Londra – perché non ha una presenza pubblica forte, non trasmette grande fiducia e non è un grande oratore. Ha migliorato molto la sua posizione, e nelle ultime settimane ha aumentato la sua popolarità. Rimane tuttavia un candidato moderato, non è espressione di una sinistra forte”. Il Labour di Miliband punta così a un maggior intervento pubblico finalizzato a ridurre le disuguaglianze sociali, specie su temi come la sanità e le tasse universitarie.

Un ruolo importante lo potrebbe giocare il partito degli indipendentisti scozzesi, lo Scottish National Party guidato da Nicola Sturgeon, principale responsabile dell’erosione di consensi del Labour in Scozia. Proprio verso questa formazione politica Miliband potrebbe guardare per formare una coalizione di governo qualora dovesse essere il primo partito alle elezioni, anche se al momento uno scenario di questo tipo pare poco probabile.

È dunque alquanto complicato pronosticare come si sveglierà il Regno Unito domani. Se i sondaggi fossero confermati dal voto, infatti, sarebbe molto difficile per Tory e Labour riuscire a formare un governo stabile, soprattutto a fronte dello scarso peso politico dei LibDem.