Incalzato da sindacati e genitori, questi ultimi anche attraverso contro lo sciopero delle rette, il Comune di Bologna ha annunciato un piano per risolvere il problema delle scuole roventi, che di questi tempi portano spesso il termometro sopra i 35 gradi, rendendo invivibili gli ambienti. Solo che la soluzione al problema è fissata per il 2028 e, in mezzo, ci sarà sicuramente un’altra estate densa di ondate di calore.
Non accenna a placarsi il dibattito bolognese sulla salubrità delle scuole materne e dei servizi educativi come i nidi ai tempi della crisi climatica. E se ieri il sindaco Matteo Lepore e l’assessore Daniele Ara hanno lanciato il piano, pochi minuti dopo l’ufficio del titolare della delega sulla scuola è stato occupato dai lavoratori di Sgb, prima che l’Amministrazione incontrasse i rappresentanti dei genitori.

Il piano del Comune di Bologna per le scuole roventi

Il piano d’azione predisposto da Palazzo D’Accursio prevede un investimento immediato di 900mila euro, a cui si aggiungeranno ulteriori 2,4 milioni di euro stanziati con il bilancio del 2028. Una strategia che avrebbe lo scopo di raffrescare i contesti educativi per la fascia da zero a sei anni che non si limiterà alla sola installazione di impianti di aria condizionata, ma integrerà interventi di mitigazione passiva come tendoni esterni e sistemi di nebulizzazione dell’acqua. L’assessore comunale all’Istruzione, Daniele Ara, ha evidenziato come l’assenza di un budget sufficiente per una copertura immediata e totale abbia imposto l’avvio di una fase di sperimentazione, da condurre anche attraverso partnership con il settore privato.

L’obiettivo finale dell’Amministrazione rimane l’adeguamento strutturale di tutte le 362 sezioni tra nidi e scuole dell’infanzia, comprese le strutture statali, procedendo però attraverso un percorso graduale suddiviso in due fasi distinte.
Per quanto riguarda gli asili nido, l’intervento coprirà la totalità delle sezioni entro il mese di maggio del 2027. La situazione appare invece più articolata per le circa 120 sezioni di scuola materna, dove per la prossima estate si raggiungerà circa il 70% del fabbisogno, garantendo almeno tre aule climatizzate per ciascun plesso scolastico così da permettere la rotazione e l’accoglienza dei bambini negli ambienti più freschi.

L’orizzonte per una climatizzazione integrale slitta di conseguenza all’estate del 2028, a meno che non intervengano risorse straordinarie a livello centrale, un auspicabile sostegno economico richiamato dallo stesso assessore nell’evidenziare come la sfida dell’adattamento climatico rappresenti ormai una vera e propria emergenza nazionale e non solo un tema di gestione locale.
Su questo versante, però, il ministro Giuseppe Valditara ha già fatto presente alla giunta bolognese che la pertinenza e la responsabilità per le scuole comunali è, appunto, del Comune.
Accanto alle misure per gli ambienti interni, la proposta del Comune introduce la trasformazione dei giardini scolastici in vere e proprie oasi e rifugi climatici accessibili alla comunità nei periodi di inutilizzo delle strutture, offrendo spazi d’ombra e sollievo estivo in particolare alla popolazione anziana durante i fine settimana.

Lavoratrici e lavoratori: «Mossa elettorale»

Le misure annunciate e le tempistiche di attuazione non hanno tuttavia placato il clima di forte tensione che circonda la gestione dei servizi educativi cittadini. A rimarcarne la rigidità è arrivata l’azione dimostrativa del sindacato di base Sgb, i cui delegati hanno occupato ieri pomeriggio l’ufficio dell’assessore Ara contestando una gestione ritenuta propagandistica ed evidenziando l’assenza di un reale canale di dialogo con il personale che opera quotidianamente nei servizi.
La sigla sindacale ha criticato aspramente la scelta di posticipare gli interventi strutturali più rilevanti al 2028, collocandoli di fatto nella prossima consiliatura e riducendo l’immediato futuro a sole fasi sperimentali, elemento interpretato come una manovra elettorale condotta a discapito di lavoratori, famiglie e piccoli utenti.

«Sono dieci anni che chiediamo un adeguamento delle strutture al cambiamento climatico – osserva ai nostri microfoni Deborah Nobile di Sgb – Prima il Comune ha negato il problema, poi ha sostenuto che non voleva mettere i bambini nella ghiacciaia. Ora stanzia nell’immediato le stesse risorse di cui ha già parlato nelle interviste sui giornali, forse qualcosa di più per la pressione di noi lavoratori e dei genitori».
Promesse, insomma, a cui il sindacato di base non crede più, così come non capisce la logica del divide et impera di Ara, che convoca tavoli separati tra sindacati e famiglie per discutere dello stesso problema.

ASCOLTA L’INTERVISTA A DEBORAH NOBILE:

All’incontro con Ara e Borsari i genitori chiedono un monitoraggio costante

L’incontro con i rappresentanti dei genitori, cominciato alle 17.30 di ieri pomeriggio, si è concluso poco prima delle 20.00. Un incontro che ha visto la presenza sia di Ara che del suo collega di giunta Simone Borsari, con la delega ai Lavori pubblici.
Ai genitori è stato rappresentato sostanzialmente il piano già anticipato alla stampa, dettagliando le tappe intermedie che porterebbero all’estate 2027 la climatizzazione completa dei nidi e del 70% delle materne.
La reazione dei genitori, specialmente quelli che fanno parte del Comitato Scuole Roventi, è duplice. Da un lato viene riconosciuto che la loro battaglia ha prodotto un primo risultato, visto che solo pochi mesi fa l’Amministrazione negava che si potessero climatizzare tutte le sezioni.

Dall’altro lato i genitori fanno ancora fatica a fidarsi delle promesse. Un elemento centrale nella diffidenza è sicuramente lo stanziamento dei 2,4 milioni nel 2028, cioè quando a Palazzo D’Accursio siederà un’Amministrazione diversa da quella attuale, poiché le elezioni comunali si terranno nel 2027.
Oltre a ciò, i genitori hanno chiesto un tavolo permanente che serva a monitorare il cronoprogramma dei lavori. Su questo gli assessori hanno fornito una data: 30 settembre. Entro quel giorno, in particolare, riceveranno dal Comune un piano dettagliato degli interventi previsti. Un ulteriore punto, poi, potrà essere fatto a metà dicembre.