Mentre la città tenta di lasciarsi alle spalle un’estate segnata da temperature estreme e crisi climatica, la discussione sul futuro degli spazi urbani e del verde pubblico a Bologna torna a farsi rovente. Dal 18 al 20 settembre, il parco di via Parri, situato di fronte all’ex Caserma Sani, ospiterà il “Campeggio Spaziale”, una tre giorni di dibattiti, assemblee, musica e vita comunitaria organizzata dal collettivo Resistenze Spaziali per opporsi ai progetti di riqualificazione caldeggiati dal Comune e proporre un modello di sviluppo alternativo.
Il “Campeggio Spaziale” all’ex caserma Sani: il programma della tre giorni
Al centro della mobilitazione c’è l’area dell’ex presidio militare: dieci ettari di proprietà pubblica rimasti in stato di abbandono per tre decenni, periodo nel quale si è sviluppato un vero e proprio bosco urbano che oggi rappresenta un polmone verde cruciale per il quartiere e per l’intera città. Secondo quanto emerso nei mesi estivi dalle dichiarazioni del sindaco Matteo Lepore e dell’assessore Raffaele Laudani, l’area potrebbe essere destinata a supporto dello sviluppo del vicino Tecnopolo, integrando nuove edificazioni, abitazioni e studentati privati. Un’impostazione che le realtà ambientaliste e i comitati territoriali definiscono una pura operazione di speculazione immobiliare, basata sul consumo di suolo a scapito della vivibilità.
Resistenze Spaziali, al contrario, rivendica un piano d’azione fondato sulla salvaguardia integrale dell’ecosistema vegetale cresciuto nell’area, sulla riqualificazione a scopo pubblico degli edifici storici e su una forma di gestione diretta affidata alla comunità locale. Le proposte concrete, nate da un ciclo di assemblee che ha coinvolto centinaia di cittadini, verranno presentate ufficialmente nel corso della manifestazione.
Il programma dell’iniziativa si preannuncia denso. La giornata di venerdì 18 settembre si aprirà con un confronto dedicato alla tutela dei territori che vedrà la partecipazione di diverse esperienze nazionali e internazionali, tra cui i comitati contro il Tav in Val di Susa, il movimento No Ponte di Messina e gli attivisti del Movimento dei Fenicotteri giunti dall’Albania, per poi concludersi con cene condivise e musica dal vivo.
Sabato 19 settembre l’attenzione si sposterà sugli assetti urbani con un panel che coinvolgerà urbanisti e reti di salvaguardia degli spazi pubblici arrivate da Napoli, Roma e Venezia. Nel pomeriggio è prevista una passeggiata partecipata lungo il perimetro dell’ex caserma, seguita dall’assemblea pubblica in cui verrà illustrato nei dettagli il progetto di riutilizzo dell’area.
La chiusura di domenica 20 settembre punterà i riflettori sul bilancio delle lotte ecologiste grazie a un dialogo con Extinction Rebellion, affiancato dai mercati dei produttori locali di Campi Aperti e da una biciclettata finale che attraverserà le diverse strutture militari in disuso disseminate per la città.
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