Era stata una promessa quando Matteo Renzi fece cadere il governo Conte bis e aveva contraddistinto la linea della segreteria di Nicola Zingaretti prima delle sue dimissioni. L’allenza tra Pd e Movimento 5 Stelle, invece, sembra stia naufragando e nemmeno troppo lentamente, almeno nel primo banco di prova: quello delle amministrative. A certificarlo, tra le righe, è lo stesso segretario del Pd Enrico Letta, ma anche gli amministratori locali che si preparano alle elezioni comunali del prossimo autunno, tra cui Beppe Sala a Milano.

Amministrative, il Pd “scarica” il M5S

In una diretta su Immagina, la webradio del Pd, ieri pomeriggio Enrico Letta ha detto chiaramente che per le elezioni amministrative di città importanti come Roma e Torino l’alleanza coi pentastellati non è praticabile. «In questi mesi abbiamo lavorato col M5S – ha detto Letta – ma è evidente che a Torino e Roma, con Appendino e Raggi, questo lavoro è reso complesso dal fatto che l’esperienza che hanno portato avanti le due sindache ha visto il Partito Democratico critico e all’opposizione. Quindi era naturale che si fosse una difficoltà in questo momento e vuol dire che andremo avanti con proposte diverse». In particolare, per Roma il Pd sostiene Roberto Gualtieri alle primarie.

ASCOLTA LE PAROLE DI ENRICO LETTA:

Molto simili sono le parole pronunciate ieri dal sindaco di Milano Beppe Sala, che si candida per un secondo mandato. «Con il Movimento 5 stelle ne stiamo discutendo, anche amichevolmente – ha detto Sala – e pensiamo che in questo momento sia meglio fare due proposte perché in questi anni è stata anche diversa la proposta dell’idea di città. Chiederò un confronto con tutte le anime che hanno dato il loro contributo nell’esperienza del governo Conte bis, e dall’esito di tale confronto dipenderanno anche le scelte sui territori».

Il terreno delle amministrative, che costituiva il primo banco di prova per l’alleanza nata in seno al governo precedente, sembra quindi segnare il naufragio della coalizione stessa, che potrebbe invece reggere solo in alcuni territori. Tra le grandi città, sulla carta, sembrano essere rimaste solo Napoli e Bologna a poter proporre un accordo tra i dem e i pentastellati. Ma anche sotto le Due Torre aleggiano incertezze vista la sfida che si sta consumando per le primarie.
Un’eventuale vittoria di Matteo Lepore renderebbe più facile l’alleanza con il M5S, ma se la candidata risulterà Isabella Conti le carte potrebbero essere sparigliate.

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