Comincia oggi la festa del Pd. Dibattiti, concerti gratuiti e volontari delle associazioni nei ristoranti. Molti i fronti politici aperti per il partito: dai diritti civili al referendum sui soldi alle scuole private, dalle primarie alle alleanze per le elezioni.

Prende il via quest’oggi e si concluderà il 17 settembre la tradizionale Festa de l’Unità, la kermesse del Partito Democratico che per poco meno di un mese animerà il Parco Nord.
“Una festa che ha un sentimento – sostiene Raffaele Donini, segretario del partito – ed è il ricordo di Maurizio Cevenini“.
Ogni sera dibattiti, concerti e l’immancabile appuntamento con la gastronomia. Sono infatti 29 i ristoranti allestiti, di cui 18 gestiti da volontari.

È proprio all’interno dei ristoranti che si manifesta una delle novità dell’edizione 2012 della festa. Assieme ai militanti democratici, infatti, ai tavoli serviranno anche volontari di associazioni cittadine, che avranno così la possibilità di fare pubblicità alla propria realtà e, a fine festa, godranno anche di un contributo economico.
“Vogliamo mescolare i diversi volontariati”, spiega Donini, rispondendo anche alle insinuazioni comparse sulla stampa circa le difficoltà a reperire volontari.

Altra novità riguarda gli spettacoli e i concerti. A spiegarla è Lele Roveri, organizzatore della Festa. “A parte l’Indipendent Day, tutti i concerti saranno gratuiti. Lo abbiamo ritenuto giusto, viste le difficoltà economiche delle famiglie legate alla crisi”.
Secondo Roveri, dunque, meglio un grande evento in meno che far pagare alle persone 20-30 euro di biglietto.

Tanti anche i dibattiti a cui parteciperà una mole impressionante di relatori (quasi 500). “Abbiamo deciso di mettere al centro il lavoro – spiega Marco Macciantelli, responsabile del partito per l’organizzazione degli eventi – con confronti sulla crisi e su come uscirne”.
I big della politica a passare al Parco Nord saranno, tra gli altri, Pierluigi Bersani, Massimo D’Alema, Rosy Bindi, Walter Veltroni, Matteo Renzi e Piero Fassino.
Nessun esponente del Pdl parteciperà all’evento, nè del Movimento 5 Stelle.

Le polemiche sulla chiusura a riccio dei democratici non riguardano solo i partiti. Aperto resta il fronte del referendum sui soldi alle scuole private. I referendari avevano chiesto uno spazio per raccogliere le firme, ma il partito si è messo di traverso, ribadendo la propria contrarietà al quesito.
Altro nervo scoperto quello dei diritti civili, con la polemica, non ancora domata, tra la presidente del partito Rosy Bindi (che chiuderà la festa) e le comunità glbt.

Le questioni, però, riguardano anche il partito al suo interno e in particolare la corsa per le primarie. “Questa non vuole essere una festa dei personalismi – sottolinea Donini – se ciò avvenisse sarei il primo a mandare la palla in tribuna”. Il riferimento è alla presenza delle diverse anime del partito che ambiscono alla candidatura. In una prima fase, infatti, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, per ora unico rivale di Bersani, non era stato inserito nel programma, salvo poi un recupero in extremis.