La stagione di danza della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara  riparte da un grande nome della danza contemporanea: Bill T. Jones, che ha inaugurato il Festival di Danza Contemporanea della città estense con Body Against Body.

Il ballerino e coreografo statunitense torna al Teatro Comunale di Ferrara per festeggiare il trentennale della fondazione della compagnia Bill T. Jones / Arnie Zane Dance Company con questo spettacolo composto da Duet x 2, Continuous Replay e Blauvelt Mountain (A fiction). Queste tre coreografie erano state create a cavallo fra anni ’70 e ’80 in collaborazione con Arnie Zane, suo collaboratore per 17 anni, e sono ancora oggi tra gli esempi più significativi della loro poetica. Ora, grazie all’interpretazione dei dieci danzatori della compagnia, questi tre lavori prendono nuova vita.

Duet x 2 è stato ideato nel 1982 da Jones e poi da lui stesso rimontato nel 2003 nella versione portata in scena stasera. A dominare il palco è il virtuosismo dei danzatori che si esprime in gesti atletici dalle linee sorprendenti, in relazioni mutevoli, ora dolci e delicate ora conflittuali, gesti che a loro volta sono le tracce della forza e dell’emozione generati da due corpi maschili che occupano lo spazio camminando o fermandosi, scontrandosi o sostenendosi l’un l’altro.

Il secondo pezzo, Continuous replay, è un omaggio all’arte della fotografia creato ed interpretato originariamente da Arnie Zane che, secondo la testimonianza di Bill ne era anche molto geloso. A Ferrara abbiamo visto la versione del 1991 di Jones: una coreografia di gruppo – mentre in principio era un a solo – basata sull’idea di accumulo nello spazio e nel tempo di 45 movimenti.

La serata si chiude con uno dei primi passi a due creati da Jones e Zane: Blauvelt Mountain (A fiction), nato nel 1980 e ripreso nel 2002. Il punto di partenza sono le diverse corporature e i differenti tipi di fisicità dei 2 ballerini in scena che diventano lo spunto per momenti umoristici, conversazioni estemporanee e giochi di parole che si svolgono parallelamente a sequenze coreografiche interpretate impeccabilmente. Lo scopo è far comprendere l’impegno mentale ed emotivo, la profonda conoscenza e l’intimità necessari per il successo di una coppia sul palco come fuori nella vita reale.

Rigorose sia concettualmente sia sotto il profilo tecnico e fisico, queste coreografie non rappresentano solo una rara occasione per tornare alle origini dell’attività artistica di due dei nomi più rappresentativi della danza contemporanea. I lavori proposti a Ferrara sono alcuni fra gli esempi più significativi dell’estetica coreografica postmoderna ed hanno contribuito a rinnovare profondamente la danza americana e non solo.

Al termine dello spettacolo il coreografo ha risposto alle domande del pubblico rimasto in sala per l’incontro coordinato da Elena Cervellati, docente di Storia della danza all’Università di Bologna.

Federica Pezzoli

Bill T. Jones / Arnie Zane Dance Company

Bill T. Jones, ballerino e coreografo statunitense definito «un insostituibile tesoro della danza», ha firmato le coreografie di alcune fra le più note compagnie di danza, tra cui l’Alvin Aley American Dance Theater, l’Opera di Berlino, il Balletto di Boston, l’Accademia di Brooklyn.
I suoi lavori, pluripremiati e oggetto di svariati documentari, sono ispirati alle più dibattute tematiche sociali, rappresentando una feroce denuncia nei confronti di ogni discriminazione sia razziale che sessuale e lasciando spesso emergere la durezza di una realtà americana fortemente benpensante. Tra quelle che hanno destato maggior scalpore ricordiamo la coreografia Still/Here (1994), una sensibile riflessione sul rapporto fra vita e morte la cui messa in scena prevedeva la partecipazione, su schermo e nastro registrato, di malati terminali.
Forte di un repertorio di circa settanta coreografie, Jones con la sua compagnia è stato ospite dei maggiori teatri, toccando oltre 30 paesi in tutto il mondo.

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