Un’iniziativa intimidatoria di Azione Studentesca, organizzazione giovanile vicina a Fratelli d’Italia, ha colpito i docenti del liceo Livi di Prato, rei di aver proposto una riflessione sull’antifascismo nel programma di educazione civica.
I giovani di destra hanno diffuso all’interno dell’istituto dei volantini in cui invitano gli studenti a segnalare in maniera anonima i professori di sinistra che fanno propaganda all’interno delle aule, definendo l’iniziativa dei docenti «l’ennesimo festival del pensiero unico che viene spacciato per programma didattico» e un «catechismo politico forzato», sostenendo che «invece di fare propaganda la scuola farebbe bene a insegnare la voglia di libertà e di impegno per la Nazione».
Fuori dall’istituto, invece, è stato appeso uno striscione che faceva riferimento alle aggressioni subite da esponenti di estrema destra ad Acca Larentia.

Gli insegnanti fanno una lezione sull’antifascismo, Azione Studentesca cerca di intimidirli

La notizia ha suscitato forte sdegno in città sia da parte della politica che del mondo sindacale. La Flc Cgil di Prato in un comunicato scrive che «l’antifascismo è un valore non negoziabile, pilastro fondante della Carta costituzionale che le forze politiche uscite dalla guerra hanno scritto ricostruendo le macerie di quel periodo per affermare la democrazia, il pluralismo e la libertà, in discontinuità con il regime che le aveva precedute. Con la Costituzione nasce il progetto della scuola democratica finalizzata alla rimozione degli “ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana».

Il sindacato parla di un tentativo delle destre di manipolare l’istruzione, quando la Costituzione tutela la libertà di insegnamento e di ricerca, e respinge ogni tentativo di repressione nei confronti dei docenti e ribadisce il sostegno verso chi quotidianamente lavora per aiutare gli studenti e per costruire una scuola che educhi alla libertà di pensiero.

«La scuola non ha il fine di punire i ragazzi con dei provvedimenti disciplinari – afferma ai nostri microfoni Filomena Di Santo, segretaria della Flc Cgil di Prato – la scuola ha un solo compito: quello di portare i ragazzi al ragionamento e al pensiero critico, proprio perché i docenti devono fare il loro mestiere che è quello di far rispettare la democrazia».

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