Firenze e Bologna sono le due città più laiche d’Italia. È questo che si evince dai dati ministeriali relativi alla non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, diffusi dall’Unione Atei e Agnostici Razionalisti (Uaar). Per la quarta volta consecutiva cresce la disaffezione per le lezioni tenute dai docenti scelti dal vescovo.

I dati sulla rinuncia all’ora di religione: Firenze e Bologna in cima alla classifica

A commentare ai nostri microfoni i dati è Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar: «Abbiamo analizzato in particolare la situazione dei licei perché molto spesso si dice che è tutto dovuto alle famiglie di origine straniera. Premesso che gli studenti sono tali a precindere dall’origine, nei licei dove l’incidenza di studenti di origine straniera è inferiore, vediamo che in 6 su 9 nel Comune di Bologna c’è già il sorpasso laico».
In particolare, nelle scuole superiori bolognesi studenti e studentesse che hanno detto no all’ora di religione sono il 67,5% all’Arcangeli, il 65,19% alle Luxemburg, al Copernico il 64,26% e al Galvani il 52,96%. Seguono Righi e Minghetti, rispettivamente con il 52,74% e il 50,82%. Nelle scuole medie bolognesi, inoltre, la percentuale di non avvalentisi supera il 60%.

L’Uaar sottolinea che a livello nazionale il numero di chi non si avvale dell’ora di religione è cresciuto dell’1%, raggiungendo quota 17,7%. Tra le aree di forte allontanamento è presente l’Emilia Romagna con il 30,65% di scelte laiche, dopo la Valle d’Aosta. In questo quadro, Bologna è la seconda provincia in Italia con il 39,91% di non avvalentisi, preceduta da quella di Firenze con un 40,33%.

Nonostante i numeri crescenti, però, l’esercizio della libera scelta di non frequentare l’ora di religione cattolica viene spesso ostacolato dalla scarsa scelta formativa alternativa e da pressioni che arrivano da più fronti, tra cui anche quello interno specificatamente scolastico.
Per garantire una scelta davvero libera, l’Uaar propone l’inserimento dell’insegnamento della religione cattolica tra le attività extrascolastische. «Tutte le attività davvero facoltative sono in orario extrascolastico, l’unica che fa eccezione è la religione – osserva Grendene – tra l’altro, nemmeno il Concordato prevede che sia inserito in orario scolastico per cui la modifica sarebbe possibile già in sede legislativa».

ASCOLTA L’INTERVISTA A ROBERTO GRENDENE: