Continua la battaglia contro lo snaturamento turistico del mercato immobiliare a Bologna e questa volta si arricchisce un gesto simbolico: un messaggio contenuto sugli adesivi che il comitato Pensare Urbano distribuisce a cittadine e cittadini stanchi di veder schizzare alle stelle il prezzo degli affitti o veder drasticamente ridotte le offerte di una casa.
«Questa città non è un albergo». È piuttosto chiaro il messaggio contenuto sugli adesivi che vengono apposti sulle keybox degli Airbnb presenti in città. E il lavoro di attacchinaggio sarà impegnativo, perché dagli ultimi calcoli di Inside Airbnb sono 4800 gli annunci attivi a Bologna sulla piattaforma.

Gli adesivi contro l’emergenza casa causata dagli Airbnb: «Questa città non è un albergo»

«In città vediamo spuntare nuove keybox come funghi, alle volte anche utilizzando di fatto lo spazio pubblico per interessi di tipo privato – osserva Fabio D’Alfonso, portavoce del comitato Pensare Urbano – Abbiamo distribuito gli adesivi a cittadine e cittadini stanchi degli aumenti dei prezzi degli affitti causati dalle piattaforme e delle trasformazioni dei propri condomini in alberghi. Il Governo ha inserito solo misure palliative, che spesso non vengono rispettate dagli host, quando invece servirebbe una vera regolamentazione nazionale, come richiedono ormai anche le amministrazioni di molte città ad alta tensione abitativa».

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Adesivi contro Airbnb

Una seconda distribuzione di adesivi avverrà venerdì prossimo, 31 gennaio, alle 19.00 al Mercato Albani. Ma oltre al gesto simbolico, Pensare Urbano raccoglie anche dati attraverso un questionario su come la presenza di appartamenti di Airbnb nel proprio palazzo e nel proprio quartiere modifica radicalmente la vita di condominio, oltre che la struttura dei servizi pubblici e privati nei quartieri, sempre più tarati sulle esigenze dei turisti più che degli abitanti.

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