Fino al 15 luglio negli spazi di CasermArcheologica, nel centro urbano di Sansepolcro, è possibile visitare «Trame di Comunità», un’installazione di Lucy Orta. L’artista inglese è tra le più note al mondo per la sua capacità di unire arte visiva e impegno sociale, e questa volta lo ha fatto attraverso l’ascolto delle comunità della Valtiberina.
Al centro dell’installazione il concetto di comunità
Curata da Simonetta Carbonaro e promossa da Fondazione CR Firenze, la mostra nasce dall’esperienza dell’artista nel territorio valtiberino, dove ha vissuto nel 2025.
Orta ha esplorato il territorio e incontrato artigiani, insegnanti, imprenditori e cittadini dando vita a momenti di confronto sui loro vissuti a partire dalla domanda: «Cosa vi collega a questa terra e cosa vi respinge?».
I racconti delle persone sono diventati installazioni artistiche, sotto forma di sculture e architetture in un processo di arte partecipativa. I tessuti utilizzati per le opere sono ricavati da antiche lenzuola lavorate a mano e portano ricamati i volti delle persone intervistate da Orta. Anche le 99 sculture in terracotta, come piante e animali, raccontano il territorio vissuto ogni giorno dai suoi abitanti.
L’esposizione diventa così il punto di incontro delle memorie e dei vissuti personali degli individui che formano una coscienza condivisa e creano un forte senso di comunità. L’appartenenza a una comunità è uno dei temi affrontati più volte dall’artista nel corso della sua vita, insieme ai diritti umani, alla migrazione e alla difesa dell’ambiente. L’arte viene concepita come uno strumento di partecipazione e di riflessione sociale.
Anche il luogo in cui è realizzata l’installazione ha un forte significato simbolico. CasermArcheologica è un’ex caserma dei Carabinieri abbandonata, ora riqualificata e riaperta alla città come centro di produzione culturale grazie al lavoro di studenti, istituzioni e cittadinanza. Un luogo di dialogo e arte per la comunità, che nel frattempo se ne prende anche cura.







