Questa sera cena, canzoni e socialità al circolo anarchico “Berneri” per ricordare, nel 114° anniversario, il gesto di Gaetano Bresci, che il 29 luglio del 1900 uccise Re Umberto I per vendicare l’eccidio compiuto dal generale Bava Beccaris contro la popolazione che protestava per l’aumento della farina.

Il 29 luglio del 1900, alle ore 22.00, l’anarchico di formazione americana Gaetano Bresci sparò 3 colpi di pistola a Re Umberto I, provocandone la morte.
A 114 anni di distanza, il circolo anarchico “Berneri” di piazza di Porta Santo Stefano ricorderà quel gesto con una cena di autofinanziamento, un’iniziativa di socialità che conclude il ciclo di cene popolari. Oltre alla cena, si canteranno le canzoni dedicate a Bresci e si starà insieme per discutere e socializzare.

La storia. Dal 6 al 9 maggio del 1898 la popolazione insorse a Milano per protestare contro l’aumento del prezzo della farina. La protesta fu repressa nel sangue dai reparti dell’esercito comandati dal generale Fiorenzo Bava-Beccaris. Il bilancio dei morti è incerto, ma va dalle 80 alle 300 vittime.
Per vendicare quell’eccidio, Gaetano Bresci, nato a Prato nel 1869 ma emigrato in America, decise di compiere un attentato ai danni di Re Umberto I, mandante della strage.

L’attentato. La sera di domenica 29 luglio 1900, poco dopo le 22 a Monza, Bresci uccise il re d’Italia Umberto I di Savoia sparandogli contro tre colpi di rivoltella, colpendolo alla spalla, al polmone e al cuore. Pochi secondi dopo perse conoscenza e morì. Il sovrano stava rientrando in carrozza nella sua residenza monzese dopo aver assistito a un saggio ginnico cui seguì una premiazione presso la società sportiva “Forti e Liberi”. Il regicidio avvenne sotto gli occhi della popolazione festante che salutava il monarca. Bresci si lasciò catturare dal maresciallo dei carabinieri Andrea Braggio senza opporre resistenza e fu lo stesso carabiniere a salvarlo, proteggendolo dal linciaggio a cui stava per essere sottoposto dalla folla inferocita.

L’iniziativa del Berneri. Il circolo anarchico, durante tutti gli ultimi mesi, ha organizzato alcune cene popolari. “L’iniziativa di stasera – spiega ai nostri microfoni Deborah – oltre a ricordare Bresci, rappresenta la chiusura del ciclo di inizative dell’osteria popolare”. Incontri culinari che, secondo l’attivista anarchica, hanno rappresentato occasioni di socialità in cui scambiarsi idee e organizzare altre iniziative.
Nella locandina che pubblicizza l’iniziativa appare lo stesso Gaetano Bresci, la cui immagine è però ritoccata al computer, ritraendolo con una pistola in mano in stile 007, mentre fa l’occhiolino.