L’attentato alla Manchester Arena, avvenuto dopo il concerto di Ariana Grande, ha provocato 22 morti e 60 feriti. Martino Mazzonis, giornalista di Left, osserva che finora gli attentati avevano colpito adulti nei luoghi considerati del peccato. Colpire bambini e adolescenti rappresenta un salto di qualità del terrorismo.

L’attentato alla Manchester Arena, che ha provocato 22 morti e 60 feriti, rappresenta “un nuovo salto di qualità nella fantasia di coloro che scelgono gli obbiettivi“. Ad osservarlo è Martino Mazzonis, giornalista di Left ed esperto di Regno Unito, che sta seguendo i media inglesi e le reazioni all’attacco di ieri notte e che ha scritto un primo articolo sul tema.
“C’eravamo tristemente abituati a casi come quello del Bataclan, luoghi dove vanno adulti ai concerti e che venivano propagandati come luoghi del peccato – spiega Mazzonis ai nostri microfoni – In questo caso è stato colpito un luogo dove c’erano ragazzine e ragazzini a vedere un concerto di una poco più grande di loro, che probabilmente piace anche nei Paesi dove è presente l’Isis”.

Il giornalista sottolinea che, al momento, non ci sono rivendicazioni ufficiali, né la certezza che sia stato l’Isis a colpire: “Nel bollettino quotidiano dello Stato Islamico non si faceva riferimento a Machester“, osserva.
Secondo gli esperti dell’antiterrorismo intervistati questa mattina dalla Bbc, però, la dinamica dell’attentato kamikaze, la preparazione di una cintura esplosiva ed altri fattori portano a pensare che non si sia trattato di un lupo solitario, come nel caso dell’attacco a Westminster, ma di un gruppo organizzato.

L’obiettivo, qualora venisse confermata la pista del terrorismo Daesh, è sempre quella di creare odio verso il mondo islamico, in modo da provocare una guerra permanente.
Una prospettiva che richiede una reazione esattamente contraria a quella indicata dal leader leghista Matteo Salvini, molto abile a speculare sugli attentati per aumentare il consenso elettorale. Questa mattina l’esponente del Carroccio ha invocato tolleranza zero, retate a tappeto, uso della forza. Esattamente ciò che risulta inutile, se non dannoso, nell’affrontare il problema.