Mauro Maggiorani, storico e scrittore, insegna integrazione politica ed economica dell’Unione Europea all’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna. Il suo ultimo libro, edito da CLUEB, si intitola “Un sogno chiamato Europa. Storia, economia, politica e istituzioni dell’Unione europea”. Il volume indaga, per l’appunto, il progetto Europa e come esso si sia sviluppato con il fine di garantire la pace a livello internazionale.

Europa come progetto di pace

Gli ideali europeisti nascono all’indomani della Seconda guerra mondiale con l’obiettivo di istituire una pace generale e perpetua che contrastasse la profonda frammentazione politica, sociale e culturale che aveva dilaniato il nostro continente. Il progetto è andato in porto nel 1945: da quel momento sono stati compiuti tanti passi in avanti nell’ottica di una collaborazione interstatale. Un esempio dell’esito positivo di questo disegno è la buona riuscita del progetto Erasmus.

Il volume indaga, inoltre, le nuove sfide che l’Europa è chiamata a superare: il terrorismo, l’emergenza ambientale, le crisi economiche, le spinte sovraniste. Secondo l’autore, intervistato da Andrea Utensili, sono proprio quest’ultime a costituire i principali ostacoli al processo di integrazione europea. Nella prefazione al libro, firmata da Romano Prodi, si appoggia questa idea, definendo l’Europa come un “pane cotto a metà”.

Il libro è rivolto ai giovani e a chi, guardando al futuro, voglia approfondire la storia recente dell’Europa e delle sue istituzioni. Così, con uno stile scorrevole e senza tecnicismi, Maggiorani guarda al nostro passato ma con lo sguardo rivolto al futuro, per scoprire gli innumerevoli valori unificanti, così forti da aiutarci anche a superare le recenti difficoltà.

Il libro, in conclusione, abbraccia argomenti seri ma lo fa attraverso un lessico ed una trattazione dalla grande immediatezza. La saggistica storica non deve essere solo inattaccabile scientificamente ma anche di facile lettura per coloro che sono interessati ma non necessariamente addetti ai lavori.

Bruna Accardo

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