I lavoratori autonomi continuano a trovarsi sulla linea di confine delle tutele lavorative. A oltre trent’anni dall’inizio del dibattito contemporaneo sul tema, il settore dei freelance deve ancora fare i conti con un perimetro di diritti ristretto e spesso difficile da applicare nella quotidianità professionale. Tra scadenze di pagamento elastiche, scarsa conoscenza degli strumenti di sostegno esistenti e la complessa contrattazione individuale con i committenti, la difesa dei propri diritti rimane una delle sfide centrali per chi opera in regime di autonomia o con contratti atipici.
Come sottolinea ai nostri microfoni Ester Villa, docente di Diritto del lavoro all’Università di Bologna, l’origine del problema affonda nella concezione tradizionale delle tutele: «In aula insegniamo che di solito le protezioni del diritto del lavoro sono per i lavoratori subordinati. Ma oggi anche i dati sulla povertà lavorativa ci restituiscono una realtà diversa, e c’è un bisogno di protezione che riguarda sempre più i lavoratori autonomi».
Lavoratori autonomi e freelance a convegno per condividere le strategie di resistenza
Per fare il punto della situazione e costruire risposte condivise, a Bologna si svolgerà un convegno intitolato “Lavoro autonomo: strumenti di tutela e strategie di resistenza”.
L’appuntamento si terrà venerdì 2 ottobre, dalle 15.00 alle 18.30, presso la Saletta Seminari del DAMSLab in Piazzetta Pier Paolo Pasolini 5/b.
L’iniziativa si propone di creare un ponte concreto tra l’ambito accademico e le esperienze sul campo, valorizzando la condivisione di informazioni e l’azione collettiva.
«Per i lavoratori autonomi aggregarsi è più difficile – spiega Villa – L’aggregazione nasce tradizionalmente per i dipendenti nelle grandi fabbriche, dove ci si incontra e si individuano esigenze comuni. Bisogna creare occasioni di confronto e ragionare su alleanze nuove dal basso per rivendicare i propri diritti».
Il programma del convegno prenderà il via alle 15.00 proprio con la relazione introduttiva della docente dell’Ateneo bolognese, autrice di un recente studio monografico dedicato alla contrattazione collettiva nel lavoro autonomo. Un’analisi centrata sul lavoro autonomo «puro» — escludendo dunque i casi di falso lavoro autonomo che dovrebbero ricadere nella subordinazione — e sulle criticità economiche della categoria.
La tutela dei diritti dei lavoratori autonomi attraverso una contrattazione collettiva muove i primi passi. «Siamo in un laboratorio che si sta iniziando a muovere – conclude Villa – «Siamo positivi sul fatto che si riescano a trovare strade per permettere anche ai lavoratori autonomi di negoziare collettivamente»
A seguire, una serie di approfondimenti tematici curati da docenti ed esperti analizzerà le questioni giuridiche ed economiche più stringenti. Orsola Razzolini dell’Università di Milano traccerà un bilancio dello Statuto del Lavoro Autonomo a quasi dieci anni dalla sua introduzione. Chiara Garbuio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia affronterà il nodo dell’equo compenso, mentre Giorgio Spedicato dell’Università di Bologna approfondirà le intersezioni tra prestazioni freelance e diritto d’autore.
Il nucleo centrale del pomeriggio sarà destinato a un dibattito aperto, coordinato da Federico Martelloni dell’Università di Bologna, pensato proprio per dare voce alle storie e alle istanze di chi vive quotidianamente la realtà del lavoro atipico.
Il confronto vedrà gli interventi programmati di Annalisa Murgia dell’Università di Milano, oltre a Leonardo Battista e Anna Rota dell’Università di Bologna, lasciando ampio spazio ai contributi del pubblico.
La giornata si concluderà con l’intervento dei rappresentanti di Acta, associazione di freelance.
ASCOLTA L’INTERVISTA A ESTER VILLA:







