I dati sul turismo nel territorio metropolitano dipingono un quadro in chiaroscuro. In generale i dati sono stabili o in lieve crescita a Bologna, ma la situazione dell’Appennino è critica, con un -22% di presenza nel 2014.

E’ stato Illustrato nella sala Rossa di Palazzo Malvezzi il quadro del movimento turistico 2014 nel territorio metropolitano di Bologna. Aumentano gli arrivi e si contraggono leggermente le presenze, ma il bilancio rimane positivo: oltre un milione e mezzo di arrivi e più di tre milioni di presenze. La permanenza media invece rimane costante rispetto al 2013 e si conferma di 2 giorni. Bologna è la punta di diamante con un’incidenza del 67% negli arrivi e del 66% nelle presenze. Un polo di attrazione internazionale fondamentale nel settore del turismo, come ha spiegato l’assessore Matteo Lepore, che pone l’esigenza di mettere in campo nuove strategie per trasformarlo in un punto fondamentale di transito verso altre aree del territorio. Rispetto al 2013 nel 2014 si è registrato un lieve e positivo aumento dei turisti stranieri (+1,70% di arrivi e -0,48% di presenze). Una crescente, seppur timida, internazionalizzazione che obbliga a una riflessione: come adeguare la città metropolitana all’aumento dei flussi nella speranza di un ulteriore incremento? L’analisi delle provenienze dei turisti stranieri rileva nelle prime posizioni, per ordine, la Germania (+0,17% arrivi e +0,39% presenze), la Cina (+21.72% arrivi e +15.95% presenze) e il Regno Unito che balza dal sesto al terzo posto con +11.18% arrivi e +9.98% presenze. Gli arrivi dei turisti italiani hanno registrato un lieve aumento (+0.81% rispetto al 2013) mentre le presenze hanno subito un leggero calo (-2.02% rispetto al 2013). Situazione analoga a quella dell’anno precedente per quanto riguarda le provenienze italiane: primo posto per l’Emilia Romagna e a seguire Lombardia e Lazio. Di grande rilevanza il tema dell’Appennino, il cui territorio presenta il dato più critico con un calo del 10,06% negli arrivi e del 21,99% nelle presenze. Nonostante la grandissima ricchezza ed attrattività ambientale, storica ed enogastronomica le potenzialità dell’Appennino continuano a non essere sfruttate e insufficiente rimane lo sforzo di trasformarlo in un importante centro di turismo. “La riqualificazione di questo territorio richiederebbe un percorso di assunzione di responsabilità da parte del pubblico e del privato che deve sempre più essere protagonista nella costruzione del sistema turistico dell’Appennino” ha spiegato la Presidente Apt Emilia-Romagna Liviana Zanetti. “La sottoscrizione di un protocollo d’intesa con la regione Toscana -continua Zanetti- agisce proprio nella direzione di presentare l’Appennino sul mercato”. Secondo l’assessore Matteo Lepore i prossimi tre anni sono decisivi nel rilancio di questo territori, ma non bastano investimenti e attività di promozione, bisogna anche incentivare gli stessi bolognesi a vedere questo luogo come meta desiderabile in cui soggiornare nel week end.

Alice Benatti