Il Piccolo Festival della Divulgazione è alla sua quinta edizione. Avrà luogo dal 6 marzo al 12 aprile in vari comuni dell’Unione Reno Galliera. Tra questi San Giorgio di Piano, dove il Festival è nato, ma anche Argelato, Bentivoglio, Castel Maggiore, Pieve di Cento e San Pietro in Casale.
Come ogni anno il Festival vede la partecipazione di divulgatori di rilievo ed esperti in vari ambiti del sapere tra cui scienza, storia, ambiente, tecnologia e cinema.
L’obiettivo rimane quello di diffondere la passione per la conoscenza, stimolando la curiosità del pubblico e promuovendo una cultura accessibile a tutti. L’ingresso è infatti gratuito per tutti gli eventi, ad eccezione dello spettacolo di Claudio Morici il 21 marzo.
Inoltre questi incontri si propongono di fornire gli strumenti per contrastare la superficialità con cui certi argomenti vengono trattati e la diffusione di bufale e fake news, trattando le questioni attraverso un approccio scientifico rigoroso.
La quinta edizione del Festival della Divulgazione
Tra gli ospiti di quest’anno ricordiamo Dario Bressanini, che presenterà il suo ultimo libro “La dieta termodinamica”, Serena Giacomin che affronterà il tema del cambiamento climatico, Giulio Boccaletti con l’Orchestra Ben.Ti.Voglio per una riflessione scientifica e musicale sull’acqua, Davide Zanin con una mostra fotografica dedicata alla convivenza tra animali e umani.
Oltre a conferenze più tradizionali si terranno quindi spettacoli, concerti, una mostra fotografica e visite guidate.
«Cerchiamo di avere una direzione tecnico scientifica rigorosa per non lasciare spazio a pseudoscienze pericolose che aprono a un declino a credenze e ritualità infondate» ha spiegato ai nostri microfoni Mattia Zucchini, assessore alla Cultura del Comune di San Giorgio di Piano. E ha aggiunto: «L’idea è che la cultura sia un servizio pubblico, quindi l’accesso deve essere assolutamente libero».
ASCOLTA L’INTERVISTA A MATTIA ZUCCHINI:
“Faccia a faccia con il cambiamento climatico”: l’incontro di sabato 7 con Serena Giacomin
Come già accennato, tra gli incontri del prossimo sabato 7 marzo ci sarà un convegno dal titolo “Faccia a faccia con il cambiamento climatico” con Serena Giacomin, fisica dell’atmosfera, metereologa e direttrice scientifica dell’Italian Climate Network. Giacomin ci ha raccontato che, dopo gli studi in fisica, le è nata “l’esigenza di provare a raccontare che cosa l’atmosfera e il clima terrestre ci dicono, come sta cambiando nel futuro e quali sono gli scenari che ci aspettano”, mantenendo sempre standard elevati di rigore scientifico, ma tenendo anche conto del fatto che “non è importante solo quello che si dice, ma anche come le cose vengono raccontate. L’obiettivo della divulgazione scientifica dovrebbe essere quello di innescare un processo proattivo e propositivo, e a questo fine è importante portare non solo dati, ma anche aspetti socio-psicologici, per capire come ciascuno di noi reagisce a una crisi che tutto sommato è difficile da accettare”. L’incontro di sabato partirà proprio da questa consapevolezza, unendo la fisica a riflessioni di carattere psicologico e sociale con l’obiettivo di “guardare in faccia a questa crisi, interrogandosi rispetto alle emozioni che proviamo di fronte a determinate immagini, ad esempio quelle relative a un particolare evento estremo, come il ciclone Harry o la frana di Niscemi. Cosa si scatena dentro di noi?”. E soprattutto, è importante riflettere su cosa possiamo fare affinché l’ansia che inevitabilmente si prova in questi casi si mantenga adattiva e non diventi invece non adattiva, andando a frenare la nostra capacità di mettere in campo azioni contro la crisi climatica.
Al centro del suo lavoro, ha concluso Giacomin, c’è la convinzione che “la crisi climatica dovrebbe diventare una priorità. Siamo abituati a vederla come un tema ambientale, ma in realtà ha ripercussioni sociali, sanitarie, economiche e finanziarie. Non ci sono temi che il cambiamento climatico non vada a toccare: basta pensare al nostro armadio, ai cibi che consumiamo, alle nostre strade, che sono costruite in base a certi regimi di temperatura. Tutto dipende dal clima, e se questo cambia troppo rapidamente, come è accaduto negli ultimi decenni, ci mette a dura prova”. Per questo è fondamentale che si realizzi una sinergia con diversi livelli di competenza, trasversale a tutti i temi che il cambiamento climatico tocca. Ed è importante che gli scienziati si impegnino “a trovare un modo per raccontare tutto questo a persone che si occupano di tutt’altro, e fanno fatica – come è normale che sia – a inserire la crisi climatica all’interno delle proprie crisi quotidiane”.
ASCOLTA L’INTERVISTA A SERENA GIACOMIN:







