Trasformare il ricordo di una delle pagine più drammatiche della storia italiana in un percorso di consapevolezza, pace e valorizzazione del territorio. Con questo spirito è stato presentato a Bologna, nella sede della Regione Emilia-Romagna, il Cammino ’44 Sant’Anna di Stazzema-Monte Sole. Si tratta del primo itinerario ufficiale in Italia inserito nel network di Liberation Route Europe, la rotta culturale riconosciuta dal Consiglio d’Europa che unisce i luoghi simbolo della Liberazione dal nazifascismo tra il 1943 e il 1945.

Cammino ’44 Sant’Anna di Stazzema – Monte Sole: una marcia per inaugurare il sentiero della memoria

Il percorso escursionistico, che si sviluppa per 180 chilometri lungo la Linea Gotica, sarà inaugurato sabato 20 giugno con un viaggio-evento che partirà da Pietrasanta, in provincia di Lucca, per concludersi mercoledì 1° luglio a Marzabotto e sulla collina di Monte Sole, nel bolognese. Un gruppo di venti camminatori, accompagnato da guide ambientali esperte, darà il via a un tragitto che attraversa sedici comuni e tre province tra Toscana ed Emilia-Romagna, suddiviso in tredici tappe totali che variano dai 7 ai 24 chilometri, pensate per essere accessibili anche a escursionisti non professionisti.

L’idea progettuale è nata nel 2024, in occasione dell’ottantesimo anniversario dei due tragici eccidi del 1944. In quell’anno la stessa divisione tedesca, la XVI SS, con la complicità delle squadre fasciste, trucidò oltre 1.300 civili a Sant’Anna di Stazzema e nell’area di Monte Sole. Il cammino unisce idealmente queste due comunità ferite, toccando anche altre località colpite dalle violenze belliche come Bagni di Lucca, Piteglio, Grizzana Morandi e Savignano, offrendo una prospettiva storica incentrata sul vissuto delle popolazioni civili.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato l’assessora alla Cultura dell’Emilia-Romagna, Gessica Allegni, l’assessora alla Cultura della Memoria della Regione Toscana, Alessandra Nardini, e il direttore di Liberation Route Italia, Carlo Puddu. I rappresentanti istituzionali hanno sottolineato come l’iniziativa rappresenti un’esperienza viva di memoria condivisa e un forte presidio contro i tentativi di revisionismo storico. Al tempo stesso, il progetto si propone come un’opportunità di rilancio per le comunità dell’Appennino tosco-emiliano attraverso la promozione di un turismo lento, sostenibile e rispettoso dell’ambiente e della storia locale.

ASCOLTA L’INTERVENTO DI CARLO PUDDU: