Si intitola “Fino all’ultimo metro: negli occhi di chi non se ne va – presenza protettiva e resistenza nonviolenta in Palestina” l’incontro che si svolgerà mercoledì 17 giugno, a partire dalle 18.30, al Centro Sociale della Pace in via del Pratello 53 a Bologna. Un incontro realizzato in collaborazione con Assopace Palestina, Faz3a e Pratello Resiste per accendere i riflettori su progetti e forme di lotta assai poco raccontate in merito al Medio Oriente.
L’incontro sulla presenza protettiva e la resistenza nonviolenta in Palestina
Nel corso della serata dialogheranno testimoni volontari che nell’ultimo anno hanno supportato direttamente la causa palestinese recandosi in Cisgiordania dove l’esercito di occupazione protegge le colonie e i coloni illegali. Questi ultimi occupano le poche terre ancora teoricamente amministrate dall’autorità Palestinese, rendendo le condizioni di vita insostenibili.
La solidarietà del personale internazionale va sotto la dicitura di “presenza protettiva”. In sostanza si utilizza la cittadinanza europea o internazionale delle persone come strumento di deterrenza nei confronti delle violenze quotidiane dei coloni nei confronti della popolazione palestinese.
La presenza protettiva e la difesa civile nonviolenta dei civili palestinesi in Cisgiordania è coordinata e organizzata da Faz3a, una rete di comitati popolari palestinesi che collabora con diverse associazioni e realtà internazionali.
«Una delle attività di presenza protettiva – racconta ai nostri microfoni Egidio di Assopace Palestina – riguarda la raccolta delle olive. Gli ulivi vengono presi di mira dai coloni perché hanno un valore simbolico, rappresentando una fonte di sostentamento dei palestinesi. La legge israeliana obbliga i palestinesi a coltivare le terre, pena il loro sequestro, ma i coloni cercano di impedirlo. Con la presenza protettiva si aiutano i contadini palestinesi a raccogliere le olive».
Un’altra attività che il personale internazionale svolge è quella di documentazione. Attraverso fotografie e filmati, si documenta l’arrivo dei coloni e le loro condotte, in modo da fornire prove testimoniali sulle aggressioni in eventuali processi.
Durante la serata al Centro Sociale della Pace, in particolare, sono previste telefonate in diretta alle famiglie che hanno conosciuto ed ospitato i volontari.
Si affronterà anche il tema della resistenza nonviolenta. «Questa è nata in particolare dopo la seconda Intifada – spiega Egidio – per impedire che soprattutto i giovani si esponessero a pericoli guidati da impeti di resistenza non organizzata».
La serata ha uno scopo informativo, ma anche solidale. Ci sarà infatti una raccolta fondi per sostenere quei progetti e si terrà una cena preparata da un richiedente asilo di Gaza, supportato dalla Brigata Cucina del Pratello Resiste.
ASCOLTA L’INTERVISTA AD EGIDIO:







