La Camera sta discutendo e votando la legge che delega al governo la riforma delle Forze Armate. Le risorse provenienti dai tagli al personale resteranno alla Difesa e faranno crescere la spesa militare. A Montecitorio presidio della Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci e Tavola della Pace.

La Camera oggi discute e vota la legge che delega al governo la riforma delle Forze Armate. Tra le misure previste c’è il taglio del personale, in particolare quello civile in servizio presso le caserme. 43mila addetti il taglio complessivo da effettuare in 10 anni.
Le risorse liberate, insieme ad un altro miliardo di euro, non potranno essere destinate ad altri settori, ma resteranno in capo al ministero della Difesa, che le investirà in nuovi armamenti.

Contro questa riforma a Montecitorio oggi si tiene un presidio promosso da Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci e Tavola della Pace e intitolato “Taglia le ali alle armi“.
A firmare l’appello della campagna sono stati 75mila cittadini, 650 associazioni e oltre 50 Enti Locali (tra Regioni, Province e Comuni).

Il provvedimento costerà all’Italia fino a 230 miliardi di euro nei prossimi 10 anni. Solo per i tanto famosi e contestati cacciabombardieri F35 l’Italia spenderà 13 miliardi. “Si può tranquillamente tornare indietro, non c’è alcuna penale da pagare”, spiega Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci, che ogni anno passa all’esame la Finanziaria e propone misure alternative.
 
La campagna chiede ai parlamentari di trovare il coraggio di non votare la riforma e guarda oltre, pensando alle prossime elezioni politiche.
“Chiediamo a chi si candida alla guida del Paese – osserva Marcon – di impegnarsi nei primi 100 giorni di governo a ridurre la spesa militare del 20% e cancellare il programma di acquisizione e costruzione dei cacciaborbardieri F35”.