«È davvero incomprensibile, il sindaco è la massima autorità locale in materia di protezione civile sul territorio ed è un suo compito garantire l’assistenza ai cittadini che devono fronteggiare una calamità». È così che Leonardo Fiorentini, consigliere comunale a Ferrara per la lista Anselmo Sindaco, commenta la decisione del Comune di Ferrara, guidata dal sindaco leghista Alan Fabbri, di chiudere domenica prossima, a pochi giorni dalla sua apertura e senza aver trovato soluzioni per decine di cittadini, la struttura di accoglienza allestita al Palapalestre.
Là, in questi giorni, hanno trovato accoglienza 65 persone delle 200 che sono state sfollate dall’incendio sviluppatosi domenica scorsa nella Torre B del Grattacielo.

L’annuncio del Comune: la struttura di accoglienza per gli sfollati del Grattacielo chiuderà domenica

Resterà operativo fino a domenica 18 gennaio il Palapalestre di via Tumiati a Ferrara, allestito come centro di accoglienza per i residenti evacuati dalla Torre B del Grattacielo, dichiarata inagibile dopo l’incendio dei giorni scorsi. Lo ha comunicato il Comune di Ferrara, dopo l’incontro del Centro di Coordinamento Soccorsi, fissando alle ore 15 di domenica il termine ultimo per la liberazione degli spazi, necessari poi al disallestimento. Parallelamente, sabato 17 gennaio sarà l’ultimo giorno utile per consentire agli sfollati di accedere agli appartamenti della Torre B, accompagnati dai Vigili del Fuoco, per il recupero dei beni personali.

Secondo i dati forniti dal Comune, il numero delle persone accolte al Palapalestre è di 65 unità. Persone che, se non troveranno una sistemazione nelle prossime 24 ore, potrebbero finire per strada.
Nello stesso comunicato del Comune di Ferrara sembra contenuta una giustificazione ad un’accoglienza così breve. «Il Grattacielo è una struttura privata», si legge, salvo poi aggiungere che l’Amministrazione potrà fornire supporto ai residenti più fragili favorendo la ricerca di soluzioni abitative alternative attraverso contatti con il mercato privato degli affitti e interventi mirati tramite lo Sportello unico integrato di corso Giovecca.

«Sembra che il sindaco voglia lavarsene le mani – commenta Fiorentini – e l’unica ragione che viene in mente per una scelta così incomprensibile è che molte delle persone che avevano trovato casa al Grattacielo, una delle strutture più economiche di Ferrara, sono di origine migrante».
Eppure, sottolinea il consigliere di opposizione, il codice di protezione civile, ma gli stessi principi stessi di umanità, imporrebbero di continuare l’accoglienza fino a quando non sarà trovata una soluzione dignitosa per tutte le persone. «Appena possono, gli esponenti della maggioranza fanno riferimento alle radici cristiane», punge Fiorentini.

Proprio sulla fine imminente dell’accoglienza al Palapalestre si concentra la protesta degli sfollati. Il Comitato Torre B e l’associazione Cittadini del Mondo, riuniti in assemblea insieme ad alcuni proprietari, parlano di una situazione “drammatica”. «Molti di noi – spiegano – sono ospitati da amici e parenti, altri hanno trovato riparo nella palestra indicata dal Comune. Scoprire ora che dobbiamo lasciarla dopo pochi giorni significa trovarsi senza alternative reali: le poche offerte sul mercato sono costosissime e di brevissima durata».
Da qui l’appello alle istituzioni affinché venga prorogata l’accoglienza o attivate subito altre soluzioni idonee, soprattutto in presenza di minori e persone fragili. «Non parliamo di numeri – sottolineano – ma di persone che hanno perso tutto e vivono in una precarietà assoluta».
Per far sentire la loro voce, gli sfollati hanno anche organizzato per domenica prossima una manifestazione davanti al Palapalestre dove sono ospitati.

Sul futuro del Grattacielo il sindaco Alan Fabbri è intervenuto sui social: «Il Grattacielo, così com’è oggi, non ha futuro. Continuare a rincorrerlo in emergenza significa accettare che resti un problema permanente. Serve un progetto serio e ambizioso, di livello nazionale, per superarlo definitivamente».
La situazione della Torre B, oggi evacuata, del Grattacielo è nota da tempo in città. Fiorentini ricorda che nel 2018 l’Amministrazione di centrosinistra aveva provato a trovare ad intervenire per problemi di sicurezza. Ora che sono emersi con l’incendio, però, la situazione potrebbe aggravarsi, riguardando anche la Torre A e la Torre C.

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