Da un lato un filone di dibattiti su Bologna, anche in vista delle elezioni comunali dell’anno prossimo, dall’altro l’apertura all’orizzonte nazionale e internazionale, alla presenza di quasi tutti i leader del campo largo.
Dal 27 agosto al 20 settembre al parco Maurizio Cevenini di Borgo Panigale va in scena la Fest’Unità, la kermesse del Partito Democratico che chiude simbolicamente l’estate in città. Una seconda edizione nella location più contenuta dopo l’abbandono, l’anno scorso, del Parco Nord.
«La formula funziona – commenta il responsabile organizzativo Lele Roveri – perché gli incassi dell’anno scorso sono stati equiparabili a quelli del Parco Nord».

La Fest’Unità di Bologna al Parco Cevenini per il secondo anno

La segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, chiuderà simbolicamente la festa il 20 settembre. Nei venti giorni precedenti si alterneranno sul palco centrale i principali leader nazionali del campo largo, da Giuseppe Conte (M5s) a Nicola Fratoianni (Avs), da Matteo Renzi (Iv) a Riccardo Magi (+Europa).
Spicca l’assenza di Azione. Le ragioni le spiega il segretario provinciale del Pd, Enrico Di Stasi: «A livello nazionale non ha ancora deciso da che parte stare, a livello cittadino le uscite delle ultime settimane, in particolare sulla vicenda Fakir, avevano un linguaggio di destra».
Oltre ai leader nazionali di partito saranno presenti sindacalisti e sindaci di diverse città.

La sala dibattiti centrale sarà intitolata a Francesco Guccini, in accordo con la famiglia, perché il cantautore scomparso lo scorso 6 agosto «qui era di casa», osserva Roveri. La Casa dei Pensieri, del resto, gli conferì la targa Volponi nel 2019.
La piazza centrale della festa, invece, è dedicata al Mediterraneo per la centralità dei fatti che lo investono, dalla questione migratoria (tra cui la crisi di Ceuta) al genocidio a Gaza.
Saranno circa duemila i volontari che animeranno la Fest’Unità di Bologna, tenendo aperti i sette ristoranti e i tre bar.
Particolare la scelta di tenere chiusa la festa il lunedì, in modo da dare fiato ai volontari. Una scelta, sottolinea Roveri, già adottata a Modena.

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