Per chi soffre di disturbi correlati allo stomaco, a cominciare da gastrite e reflusso gastroesofageo, c’è un ingrediente a cui gli esperti raccomandano di fare attenzione ed è il caffè.

In questi casi non sempre è necessario rinunciare per forza al caffè, dal momento che ogni caso è certamente diverso e, allo stesso tempo, non tutte le miscele sono uguali. Tra le meglio tollerate troviamo quelle a base di caffè arabica: una varietà rinomata per la sua pregevolezza nonché la percentuale contenuta di caffeina. Ed è proprio questa sua caratteristica a renderla tra le più valide per quanti accusano disturbi di natura gastrica. Entriamo più nei dettagli.

Caffè e mal di stomaco: alcune cose da sapere

Il caffè è noto per i tanti benefici che lo contraddistinguono: dal miglioramento della concentrazione, all’apporto degno di nota degli antiossidanti fino alla protezione del fegato e a un supporto per il metabolismo. Aiuta infatti a bruciare più velocemente i grassi ed è dunque di supporto nel mantenimento del peso forma.

La qualità della miscela gioca un ruolo importante, per non dire decisivo, per l’apparato gastro-intestinale. Spesso basta infatti limitare l’assunzione di caffè a una-massimo due tazzine e optare per un prodotto di buon livello. Accorgimenti semplici, capaci però di fare la differenza nell’evitare di dover rinunciare completamente al consumo della bevanda.

I pregi del caffè arabica rispetto all’azione sullo stomaco

Il caffè arabica è noto per avere una qualità media superiore rispetto al caffè robusta: l’altra varietà più diffusa al mondo. Il nome botanico della pianta è Coffee Arabica; questa specie apprezza altitudini maggiori, richiedendo condizioni climatiche particolari.

Ma come mai la varietà arabica riesce ad avere un’azione meno impattante sia sullo stomaco che sull’intestino? Come abbiamo avuto modo di accennare all’inizio, la ragione è da ricercare soprattutto nella minore concentrazione di caffeina, la quale a sua volta influisce sulla produzione di acido gastrico.

Il caffè c’è da dire che non contiene soltanto caffeina, ma anche altri composti, tra cui l’acido clorogenico. È anch’esso presente nel caffè arabica, seppur con una contrazione inferiore rispetto alla robusta: un tratto che rende questa miscela più proficua per la digestione.

Nota finale

Possiamo dunque affermare che per via delle sue stesse caratteristiche il caffè arabica è certamente tra i più tollerati, risultando di per sé sicuro per lo stomaco. Qualora però vi fossero delle patologie che interessano questa parte dell’organismo è bene, oltre che confrontarsi con il proprio medico, non aggiungere panna o zucchero e limitare le dosi.

La qualità della miscela è comunque tra i fattori che più fanno da spartiacque. Accanto alla varietà, è utile attenzionare la tostatura e adottare la buona abitudine di non consumarlo a stomaco vuoto.

Se proprio ci si accorge che una varietà come l’arabica, tra le più affidabili in assoluto, non è comunque ben tollerata, non resta che confrontarsi con il medico e optare per delle alternative.