A Bologna dal 27 agosto al 20 settembre torna la Festa dell’Unità, la kermesse politica del Partito Democratico. Dopo lo spostamento dal Parco Nord avvenuto l’anno scorso, che per alcuni è stato traumatico, c’è una nuova sfida che i volontari che animano stand e ristoranti dovranno affrontare. In realtà è una sfida che preoccupa tutti gli organizzatori di eventi all’aperto, feste campestri incluse: la crisi climatica.
I fenomeni estremi che negli ultimi tempi colpiscono anche Bologna, con bufere improvvise caratterizzate da vento molto forte e ingenti precipitazioni, diventano un cruccio, sia per la serata rovinata che, soprattutto, «per l’incolumità delle persone», osserva Lele Roveri, responsabile organizzativo della Festa dell’Unità di Bologna.

Gli eventi all’aperto ostaggio dell’imprevedibilità dei fenomeni estremi legati alla crisi climatica

Le Feste dell’Unità sono da sempre realizzate allestendo tensostrutture e materiale, come i tavolini di plastica, che facilmente possono volare via sotto i colpi dei fenomeni estremi della crisi climatica che abbiamo visto anche a queste latitudini.
Negli ultimi episodi, in particolare, a Bologna il forte vento ha abbattuto alberi decennali, divelto grate dei cantieri e abbattuto cartelli stradali. Una violenza che si concentra in pochi minuti, ma capace di creare disastri. E di rappresentare un pericolo per le persone che si trovano all’aperto.
«Questa è una preoccupazione che io ho in quanto organizzatore di eventi all’aperto», sottolinea Roveri, facendo riferimento anche alla sua professione di organizzatore di concerti.

Le feste campestri non hanno grandi contromisure di fronte a questi scenari. Le parole d’ordine, quindi, sono attenzione e prudenza. «Qualora non possano essere garantite le condizioni di sicurezza per l’incolumità delle persone, faremo come si fa ai concerti, chiuderemo la festa», spiega il responsabile dell’organizzazione.
Il punto più critico è l’imprevedibilità, che unito alla velocità di mutamento delle condizioni meteorologiche rappresenta un’incognità preoccupante. «Le previsioni sul lungo termine danno stabilità e bel tempo – ragiona Roveri – ma sappiamo che basta un temporale che si forma sulle colline di Bologna e scende a valle a cambiare tutto».

Festa dell’Unità a parte, i fenomeni estremi connessi alla crisi climatica diventano un problema anche di natura economica per chi vive di eventi all’aperto.
E la sensazione è che non sempre ci sia la preparazione per fronteggiare situazioni di potenziale pericolo. Polemiche, infatti, si sollevarono proprio a Bologna in occasione di un concerto previsto nel programma di Sequoie Music Park nel luglio scorso. Quel giorno il meteo cambiò velocemente con vento e anche alcuni chicchi di grandine e si generò un fuggi fuggi nella folla che cercava riparo dalle intemperie che avrebbe potuto portare al peggio.

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