Ha inizio oggi il Salvatour 2026, un ciclo di assemblee promosso dalla Filcams Cgil Emilia-Romagna, insieme alle strutture territoriali di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Sono previsti 4 incontri: a San Giuseppe di Comacchio, Cesenatico, Cervia e infine a Rimini.
L’iniziativa nasce a fronte di profondi cambiamenti che riguardano il settore del salvataggio e, più in generale, il turismo balneare lungo le coste romagnole. Si fanno quindi necessarie delle risposte condivise che partano in primis da lavoratori e lavoratrici e da un dialogo con imprese e istituzioni per garantire un’offerta turistica che tuteli la qualità del lavoro.
Il “Salvatour” della Cgil con i marinai di soccorso
Tra gli obiettivi degli incontri, c’è quello di mettere le basi per un modello di turismo regionale, considerato che fino ad oggi hanno prevalso modelli provinciali, ognuno con le proprie logiche e funzionamenti. «L’impianto generale del modello deve essere romagnolo per omogeneizzare gli standard qualitativi del lavoro e evitare fenomeni di dumping o di competitività legata a prezzi che avrebbero ripercussioni sulla qualità del lavoro», spiega ai nostri microfoni Francesco Guitto, Segretario generale FILCAMS CGIL Rimini.
Al centro delle discussioni del Salvatour c’è anche la famosa direttiva Bolkestein che impone la messa a gara delle concessioni balneari attraverso dei bandi.
Dopo tanti rinvii, la scadenza delle proroghe è prevista nel 2027, e crescono le preoccupazioni sulla salvaguardia delle imprese uscenti e sulla continuità occupazionale dei lavoratori stagionali che sono attivi sul territorio da decenni. Guitto parla di una “clausola sociale” per limitare ripercussioni pesanti sui contratti e suggerisce l’interpretazione della direttiva come un’occasione per migliorare le situazioni in cui manca qualità sul lavoro. «Si parla di migliorare semplici aspetti organizzativi come i turni di lavoro ma anche di porre fine a situazioni limite come irregolarità contrattuali e illegalità che possono scaturire dal cambio di concessioni».
Un altro tema è quello della salute e della sicurezza, che va garantita non solo a turisti ma anche a lavoratori, in particolare ai marinai di salvataggio, dotandoli di attrezzature adeguate e di dispositivi di prevenzione e protezione che siano il più efficienti possibile.
Infine è necessario pensare a una destagionalizzazione, ovvero un allungamento della stagione balneare. In questo modo si migliora e si amplia l’offerta turistica e, allo stesso tempo, si danno maggiori garanzie lavorative alle professionalità stagionali che possono ricorrere per più tempo ad ammortizzatori sociali come la Naspi.
ASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCO GUITTO:







