La band inglese è stata nostra ospite prima del loro ultimo live in Italia al Covo Club di Bologna sabato 22 Marzo 2014. Intervista a cura di Frank.

F. Innanzitutto benvenuti a Radio Città Fujiko e benvuti a Bologna per la vostra ultima data del tour.
Volete presentarvi e parlarci un poco di voi e di come vi siete avvicinati al mondo della musica?

J.W.E. Ciao, mi chiamo J. Willgose Esquire vengo dal Sud di Londra ed ho iniziato a far musica insieme a mio fratello, avevamo una band a 5 anni, una cosa terribile, ci chiamavamo Topguns ( risate )

Wrigglesworth Bella domanda! Io sono Wrigglesworth da Leeds, vivo a Londra, sfortunatamente, ed anche io ho iniziato a suonare quando avevo 5 anni

F. Ora invece dove suonate, come si chiama il vostro progetto?

J.W.E. Oh, si, non l’abbiamo ancora detto! Non suoniamo più nella band di quando avevamo 5 anni, ora siamo in unaband chiamata Public Service Broadcasting. E siamo buoni amici.

F. Cosa ci potete dire a riguardo il vostro background musicale, dove suonavate prima del progetto Public Service Broadcasting?

J.W.E. Ho iniziato a prendere la musica seriamente quando avevo 14 anni ed ho suonato la chitarra in varie band con amici di scuola ed ho continuato anche durante il periodo dell’Università, cose non troppo buone ma mi sono molto divertito. Quando ho terminato l’esperienza in queste band ho avuto un approccio più personale alla musica, rinchiudendomi in casa ed approfondendo sperimentazioni elettroniche, muovendomi gradualmente verso queste sonorità. Ecco perchè i P.S.B. sono molto elettronici ma allo stesso tempo ci sono molte parti strumentali registrate dal vivo.

Wrigglesworth: Ho suonato in alcune formazioni punk in Leeds ed il cantante, un gigante, era solito buttarsi sulla mia batteria ed il tutto ha iniziato ad annoiarmi.

J.W.E. Potrei farlo questa sera.

Wrigglesworth: Sarebbe divertente.

F. Quando avete iniziato a suonare insieme e con quali scopi?

J.W.E. Io e Wriggelsworth abbiamo iniziato a collaborare nel tardo 2010, ma essenzialmente abbiamo iniziato nel 2011 e quindi sono più o meno 3 anni insieme. Prima il progetto è nato come solista, 5 anni fa. I buon vecchi tempi da solo ( risate )

F. Cosa potete dire a proposito del vostro progetto musicale, che include anche la divulgazione di video di propaganda britannici? Come è iniziata l’opera di ricerca della parte video e della parte musicale allo stesso tempo e convogliate poi nella stessa idea?

J.W.E. Abbiamo preso molti sample da vari filmati, alcuni da archivi generali, altri da materiale di propaganda altri da filmati creati per educare i cittadini. Erano per lo più filmati che ci divertivano, sciocchi, e poi i video di propaganda sono arrivati nel momento in cui ho voluto scrivere un E.P. più serio, più strutturato e che potesse raccontare una storia. Così ho preso filmati riguardanti la Seconda Guerra Mondiale. Mi riferisco a “The War Room” ( EP uscito nel Maggio del 2012 ). Qui abbiamo usato differenti tipologie di video, filmati, documentari o anche trasmissioni radio. Differenti fonti.
F. Avete avuto quale criterio particolare nella loro scelta?

J.W.E. Il criterio principale è stato il mio interesse personale ed è tutto materiale di una sessantina d’anni fa. Non perchè abbia un amore particolare per quel periodo storico. E’ più un fattore riguardante il suono e le voci che venivano trasmesse.

F. Ed è stato facile trovare queste fonti? Le avete trovate online oppure attraverso archivi materiali

J.W.E. E’ stato più facile di quanto tu possa pensare, molto del materiale, un 50%, è americano. Molti sembrano scordarselo, anche nel Regno Unito. Il materiale americano è di pubblico dominio ed abbastanza facile fa utilizzare. Molto materiale britannico che abbiamo usato proviene invece dal British Film Institute che ci ha fornito i permessi per il loro utilizzo. Incluso soprattutto in “The War Room”. Sono stati tutti molto cortesi e ci hanno aiutato anche finanziariamente, senza caricarci con tariffe eccessive.

F. Ho letto che la BBC non vi ha concesso il proprio materiale per il vostro lavoro.

J.W.E. In realtà non hanno risosto. Sai la BBC è un grande network e per molto tempo hanno rimbalzato le mie domande fra il personale. Ed è stato molto difficile, anche perchè è una struttura molto burocratizzata, a differenza del British Film Institute.
Magari dopo 2 o 3 album arriveranno loro da noi cercandoci.

F. Cosa potete dire invece a proposito della vostra affermazione “Insegnare il passato attraverso la musica del futuro?”

J.W.E. Questo in realtà l’ho scritto per attirare l’attenzione ed in realtà ha funzionato ( risata ). Non è stata una affermazione molto seria ( cheek in inglese ). Sicuramente c’è molto da imparare durante il processo di ricerca del nostro materiale ma la verità è che vogliamo essere una band e che la gente venga a vedere il nostro live, non che si aspetti una lezione di storia.

F. Eppure ho letto che la storia è importante per voi. Ho letto che il primo E.P. È dedicato al tuo prozio.

J.W.E. Si è stato il modo per rendere il disco più personale. E’ diffcile smuovere qualcosa dentro le persone della mia età a riguardo, è una cosa troppo enorme che è accaduta nel passato. Circa 10 anni fa mi è stato dato il banjo di mio prozio. Un soldato semplice che al tempo era un riservista e fu chiamato in guerra molto presto. Morì a Dunkirk durante la ritirata dell’esercito insieme a molti altri soldati. Così mi è sembrato naturale menzionarlo nel disco suonando il suo strumento, aveva la stessa mia età quando è morto di quando ho suonato il suo banjo. Ciò mi ha fatto riflettere sul quanto siamo fortunati a vivere in questa epoca. Dove non ci sono così tante guerre nel continente europeo.

F. Ok, passiamo invece al vostro tour, avete fatto parecchi concerti dopo l’uscita del vostro album. Com’è stata l’esperienza dal vivo e come si è evoluta in questo tempo?

Wrigglesworth: è stata divertente ed abbiamo davvero suonato molto. Stancante ma divertente allo stesso tempo. E la produzione si è ingrandita. Ora ci sono più televisioni e schermi sul palco.

J.W.E. Siamo via via migliorati dal vivo. Siamo ora più navigati e organizzati, è normae dopo l’esperienza di un anno di tour. Se non si migliora vuol dire che c’è qualosa di assai sbagliato. Credo che la nostra sia un’esperienza live molto interessante. Suoniamo vari strumenti e più grande è la venue più apparecchiature visive possiamo portare sul palco. E’ sicuramente un’esperienza audio-visiva. E’ lo stesso materiale dell’album che utilizziamo dal vivo e particolarmente nel Regno Unito, quando suoniamo in grandi locali, utilizziamo diversi schermi, davanti, dietro ed al nostro fianco.

F. Questa invece è l’ultima data del vostro tour italiano. So invece che siete stati anche negli Stati Uniti ultimamente.

J.W.E. Si, è stata una bella esperienza e con più riscontro di quanto ci aspettassimo. Prima abbiamo invece suonato molto in Europa e aperiremo gli show dei Manic Street Preachers in Maggio. In Italia potremmo tornare in Estate ma non lo potrò scoprire sino a finchè non mi diranno di andare e suonare.

F. Parliamo del vostro futuro come band, dove vi immaginate?

Wrigglesworth: Io ci vedo nel tourvan. ( risate )

J.W.E. Io credo che il progetto Public Service Broadcasting abbia un futuro ed avrà possibilità di evolversi come lo ha avuto negli ultimi 5 anni. Abbiamo diversi materiali che possono essere utilizzati per idee simili o musicalmente assai differenti da ora. Penso comunque che i video, pur non avendo magari una importanza così grande nei futuri live, rimarranno importanti.
Ciò che facciamo bene è lavorare su di un concept e continueremo a farlo. Pur avendo interesse ad evolverci.

F. Avete mai pensato di scrivere una colonna sonora?

J.W.E. Si in molto ce l’hanno chiesto durante altre interviste e ci piacerebbe pur essendo un compito difficile. Si sposerebbe bene con la nostra musica strumentale ma abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci inviti a farlo.
La cosa che mi farebbe più piacere sarebbe scrivere nuovo materiale totalmente da zero per un progetto cinematografico o un documentario.

F. Quindi magari nel futuro sarà la BBC a chiamarvi?

J.W.E. Non saprei, magari sarebbe la giusta occasione ( risate )

F. Ultima domanda, cosa ascoltate nel vostro tempo libero e cosa vorreste consigliare al pubblico italiano?

J.W.E. Abbiamo suonato con molte band davvero brave, in particolare una sulla West Coast americana chiamata Kiev. Non un gran nome per una band ora. Fanno alternative rock e sono egregi musicisti, migliori di noi. Hanno aperto i nostri show e ci hanno messo in difficoltà ( risate ).
C’è un’altra formazione nel Regno Unito, simile a noi nello stile, chiamata Baltic Fleet. Abbiamo suonato molto con loro. Provengono da Liverpool, una città perfetta per la musica. Si, in giro potete ascoltare davvero molte cose ottime.

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