All’indomani del primo confronto Biden-Trump il presidente democratico registra una débâcle che potrebbe portare ad una sua sostituzione nella corsa per le elezioni presidenziali Usa. Sono gli stessi Democratici a ipotizzarlo. Abbiamo chiesto dei possibili scenari che si aprono sul fronte dei democratici a Martino Mazzonis, giornalista che si occupa di politica e società statunitense.

Presidenziali Usa, per evitare la sconfitta i Democratici sostituiranno Biden?

«Biden aveva un solo primo grande obiettivo in questo dibattito: dimostrare di essere in grado di governare altri 4 anni e di essere in forma. Obiettivo fallito» esordisce così Mazzonis, commentando il dibattito di ieri sera «Biden ha vinto le primarie perché di fatto non c’era nessuno a sfidarlo, perché sfidare un presidente uscente non del tutto impopolare è molto complicato, però si può ancora ritirare dalla candidatura». 

La sfida vera per il partito democratico ora, sarebbe quella di decidere un ipotetico candidato al posto di Biden senza litigare troppo. «Kamala Harris non sarebbe una grande idea, perché non è stata una vicepresidente particolarmente efficace. Anche Michelle Obama, con la quale i media italiani sono fissati, ha già detto a più riprese che non vuole saperne».

Chi rimane allora? La risposta non sembra facile e implica il coinvolgimento di alcuni governatori, come Gavin Newsom, governatore della California, che però «è lo Stato che è il concentrato di ciò che non piace agli americani delle mid-land, il suo governatore potrebbe essere attaccato sui migranti, ma anche sugli innumerevoli problemi dello Stato che governa, perché la California è uno dei territori statunitensi con più homeless e in generale ha molti problemi» continua Mazzonis.

Una buona idea però potrebbe essere Gretchen Whitmer, governatrice del Michigan, stato fondamentale da vincere per le elezioni. Democratica progressista, Whitmer è stata anche vittima di un tentato rapimento nel 2020 da parte di alcuni uomini, poi condannati, legati all’estrema destra. «Potrebbe essere una buona opzione perché è una donna e il tema dell’aborto avrà un peso non indifferente in queste elezioni e soprattutto governa uno Stato davvero cruciale» ricorda Mazzonis.

Infine, un’ulteriore ipotesi potrebbe riguardare J.B. Pritzker, governatore dell’Illinois, ma anche Pete Buttigieg, attuale segretario dei trasporti, giovane e moderato. «Il problema di candidare i governatori è che è un po’ come, tentando un parallelismo, se i presidenti di Regione da noi corressero per la carica di presidente del consiglio. Sono nomi che si sentono, ma al di fuori della regione che governano non sono particolarmente conosciuti. Ecco, la situazione è un po’ la stessa ma ancora più esacerbata dal territorio più grande» conclude Mazzonis. 

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