Pierpaolo Capovilla e I Cattivi Maestri è il nome del nuovo progetto e del nuovo album di Pierpaolo Capovilla con una super band. 10 tracce che parlano di guerra, in varie accezioni

Torna Pierpaolo Capovilla con un nuovo progetto che si chiama Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri. Il 27 maggio uscirà il primo album di questo progetto e il giorno successivo ci sarà il primo live al Freakout di Bologna.

Ho avuto l’onore ed il piacere di parlare con Pierpaolo Capovilla e vi chiedo scusa se nell’articolo riporto molte cose dette nell’intervista anziché analizzare i pezzi musicalmente o altro, ma credo che leggendo capirete da soli il motivo.

L’album contiene 10 tracce di rock massimalista e incazzato, se possibile ancora più de Il Teatro degli Orrori. I Cattivi Maestri che accompagnano Pierpaolo in questa band sono Fabrizio Baioni, batterista maceratese già all’opera con i Leda, Federico Aggio bassista di stanza a Venezia che ha militato nei Lucertulas ed Egle Sommacal chitarrista dei Massimo Volume “poeta delle 6 corde” che porta un approccio più intellettuale.

“E’ un disco rock radicale e massimalista, per i tempi che corriamo forse è l’album più politico che abbia pubblicato in vita mia. Le canzoni sono state scritte qualche anno fa, poi con la pandemia ci siamo fermati, abbiamo avuto modo di rivedere le canzoni, forse è anche l’album più pensato, più ponderato.” L’album è potente e tumultuoso, violento nei punti giusti con accenni malinconici.

Il tema del disco è la guerra, ma si parla di tante cose, si parte con Morte ai Poveri, una canzone ispirata a ciò che accadeva nel 2019 quando al ministero dell’Interno c’era Salvini e il Canale di Sicilia era un cimitero a cielo aperto di migranti, non che le cose siano migliorate. Si parla di guerra del Golfo, ma anche di guerra interiore, ad esempio Anita è il racconto di un divorzio, La città del Sole è una canzone d’amore, musicalmente, che parla di Lorenzo “Orso” Orsetti un partigiano contemporaneo che lottava per un ideale giusto.

“La guerra è ovunque, ci sono circa 59 conflitti armati in questo momento nel mondo. Sembra quasi che la guerra sia il cuore pulsante del sistema economico capitalista. Il capitalismo non può sopravvivere senza la guerra. Viviamo un clima bellicista che in questo paese non si era mai visto prima.”

“Morte ai poveri è il pezzo che apre l’album, è il pezzo più sfacciato in assoluto. Noi veniamo dal rock anni ’80, dei Fugazi, dei Black Flag, dei Dead Kennedys di cui per altro c’è una chiara ispirazione in questo pezzo.”

Pierpaolo Capovilla insomma prosegue sul suo percorso tracciato in ormai 30 anni di carriera musicale – ma anche poetica e attoriale -“Il mio è un percorso coerente fin dagli One Dimensional Man il cui nome è legato alla figura di Herbert Marcuse che indagava il capitalismo e i suoi confini. I confini entro i quali vengono compresse le nostre esistenze, una volta indagati li possiamo osservare, una volta osservati li possiamo superare e io credo che la canzone popolare e il rock serva anche a questo. Scrivere canzoni non significa solamente esprimere opinioni, ma cercare dei perchè.

Abbiamo modo di parlare anche del futuro, o almeno della visione del futuro: “Le istanze di Genova 2001 erano giuste ed ora è lampante, è chiaro. Fino a 20 anni si riusciva ad avere la speranza di un altro mondo, un mondo migliore, quello che ora vedono i nostri ragazzi nel futuro è la catastrofe.”

Nell’album si parla dunque di migranti, della Guerra del Golfo, della paura della guerra Termonucleare, di carcere, di denaro che corrompe chiunque, del Rojava, del consumismo sfrenato, di Yemen e di catastrofi. Niente di leggero ma tutto volto a farci riflettere sul presente.

La copertina è opera del pittore Romanì Vasco Hadzovich, rappresenta un Cristo Gitano anche se il significato più metaforico sta “nel rammarico di un’umanità che va sempre nella direzione della violenza e la prevaricazione mentre quello che gli uomini e le donne desiderano è la pace.”

Potrebbe essere un'illustrazione raffigurante 1 persona e il seguente testo "PIERPAOLO CAPOVILLA E I CATTIVI MAESTRI GARRINCHA DISCH"

TRACKLIST:

01. Morte Ai Poveri
02. La Guerra Del Golfo
03. Minutegirl
04. Dieci Anni
05. Follow The Money
06. Il Miserabile
07. Più Forte Che Puoi
08. La Città Del Sole
09. Anita
10. Sei Una Cosa

Ascolta l’intervista completa a Pierpaolo Capovilla

Articolo precedenteA Salt Peanuts Miin Triuwa, Ryan Keberle, Matt Ulery
Articolo successivoLa proposta di legge per una transizione anticoloniale verso l’autonomia energetica