Anche se nelle ultime ore ha raffrescato sensibilmente, le recenti due ondate di caldo vissute a Bologna (e non solo) lasciano aperto il tema di come proteggere i più piccoli dalle temperature estreme nelle scuole, siano esse nidi o materne.
L’Amministrazione comunale, con gli assessori Daniele Ara e Simone Borsari, hanno fatto sapere che per l’anno prossimo sarà necessario trovare risorse per dotare le strutture scolastiche di impianti fissi per il raffrescamento, mentre l’emergenza degli ultimi giorni è stata gestita con pinguini e climatizzatori portatili.
Gli alberi e le scuole, per le ondate di caldo serve una strategia non emergenziale
Il Comitato Besta, che ha condotto una battaglia per la salvaguardia del parco Don Bosco, è intervenuto sul tema con un comunicato, in cui sottolinea che la strategia migliore per fronteggiare gli effetti della crisi climatica è quella che passa dagli alberi, non dai condizionatori.
I servizi forniti dalle piante, infatti, rappresentano una soluzione più economica e meno impattante. «È ben noto – scrive il comitato – che i sistemi di raffrescamento passivo possono contribuire in maniera significativa (anche oltre il 50%) al raffrescamento degli edifici e, tra questi, gli alberi e gli arbusti, attraverso l’ombreggiatura e la sottrazione di calore attraverso la evapo-traspirazione, potrebbero avere un ruolo cruciale nel creare un microclima locale favorevole».
Il Comitato Besta, però, sottolinea anche quelle che giudica incoerenze nelle strategie dell’Amministrazione comunale. Da un lato, infatti, la giunta guidata da Matteo Lepore si è fregiata di aver reso Bologna il primo Comune ad aver istituito un fondo specifico per i rischi climatici, mentre dalle dichiarazioni dell’assessore Ara sembrerebbe che le risorse necessarie vadano ancora individuate.
Ma è più a monte che si concentra la critica del comitato, che sottolinea l’abbattimento di alberi e verde per far posto alla nuova sede del nido Cavazzoni e il tentativo di fare altrettanto con le scuole Besta abbattendo decine di grandi alberi al Don Bosco. E ancora: «per le altre scuole nei parchi (Dozza, Volta e Zanotti) il destino appare segnato: i nuovi edifici verranno costruiti a spese degli alberi e lungo strade trafficate».
Ciò che servirebbe, invece, sono «scelte opposte a quelle improntate a sviluppo e cementificazione, secondo la direzione presa da Lepore e Clancy – insiste il comitato – Così mentre si cercano risposte emergenziali per settembre, si evita di ripensare il piano di edilizia scolastica, perseverando nella stessa logica».
«Quando fa caldo in ogni famiglia si pensa di comprare un ventilatore o di mettere l’aria condizionata – osserva ai nostri microfoni Gianni De Giuli del Comitato Besta – Il Comune però dovrebbe approcciare il problema non con la stessa logica, ma con una visione più ampia. Vanno bene i pinguini, ma sono sotto il minimo sindacale. Bisogna rimettere mano al piano che prevede l’abbattimento di alberi, inseguendo una logica secondo cui il verde sarebbe di ostacolo allo sviluppo della città».
ASCOLTA L’INTERVISTA A GIANNI DE GIULI:







