DJ Shocca, nome d’arte di Matteo Bernacchi, nato a Treviso nel 1979, è un dj e producer considerato uno dei veterani della scena rap italiana. Ormai sono passati ben 21 anni da quel fatidico 2004 in cui per la prima volta uscì 60 hz contenente tracce iconiche come “Sempre Grezzo” con il compianto Primo Brown, e la storica “Bolo by Night” con Inoki e Royal Mehdi canzone diventata negli anni simbolo del capoluogo emiliano e tenuta a cuore da tutti i gli amanti del rap bolognesi.

Quasi a festeggiare questo compleanno il 27 Giugno 2025 esce 60hz II che non ha niente da invidiare al suo predecessore ora chiamato scherzosamente “O.G.” (original gangster).

Passano gli anni ma le priorità rimangono le stesse: le rime sopra ogni cosa.

in questo disco, già quasi un “instant cult” figurano nomi di una certa caratura: Club Dogo, Clementino, Danno, Ensi, Ele A, Egreen, Ernia, Frank Siciliano, Guè, Ghemon, Gemitaiz, Inoki, Izi, Jake La Furia, Johnny Marsiglia, MadBuddy, Mistaman, Nitro, Neffa, Nerone, Primo, Silent Bob, Stokka e Tormento. “ Questo disco ha anche quella funzione: mettere in luce chi sa ancora fare il rap.” dichiara Shocca a GQ. ha scelto alcuni dei rapper che più rappresentano quest’idea, tutti con un sound molto distintivo, tutti considerati real, tutti con la capacità di sputare rime di qualità senza girarci intorno con melodie, stili psichedelici o effetti per modulare la voce, qua importano solo le barre, il rap fatto bene.

Il Rischio di maneggiare l’eredità di un classico.

Quando si crea un disco generazionale come 60HZ O.G. andare a farne il seguito rischia di essere un’impresa veramente ardua, è molto facile rischiare di non essere all’altezza o di rovinare la memoria del disco precedente. Già per il decennale Shocca si è trovato a desistere dal dare un seguito al suo iconico album. 60HZ II risulta non una riproposizione, della stessa minestra, e neanche uno stravolgimento del concept originale, bensì un vero e proprio tributo, ascoltandolo si sente la felicità dei rapper di partecipare a questo disco, e quando un artista gode nella creazione della sua opera artistica sicuramente anche il fruitore ne godrà ampiamente.

Rap, Rap, Rap sopra ogni cosa

un album del genere non può essere altro che consigliato, non solo, a chi cerca del rap vecchio stile fatto come si deve, reale, onesto, stiloso. Ma anche a chi di rap non sa nulla, magari conosce soltanto le canzoni in radio e in classifica per farsi un po’ di infarinatura su cos’è davvero il rap in Italia.