Nella notte di domenica, trovata un’intesa tra il gruppo dei 5+1 e l’Iran sul nucleare. “Un passo storico” lo definisce Giuseppe Acconcia, giornalista de “Il Manifesto”.

L’Iran rinuncia all’arricchimento dell’uranio oltre il 5% e s’impegna a distruggere le sue riserve di uranio arricchito al 20%. In cambio, il paese degli ayatollah ottiene un sostanziale allentamento delle sanzioni commerciali da parte della comunità internazionale. Oltre ad un ampliamento del raggio d’azione degli ispettori, l’Iran s’impegna a non costruire nuovi reattori.

E’ questo, in sintesi, l’accordo trovato a Ginevra nella notte di domenica, dopo 4 giorni trattative tra l’Iran e il gruppo dei 5+1. Un accordo storico, che potrebbe cambiare gli equilibri nell’intera regione.

Questo accordo rappresenta “un passo storico nell’avvicinamento dell’Iran alla Comunità Internazionale ed anche un riconoscimento per la rivoluzione islamica del ’79, con la fine dell’incubo dell’esportabilità del modello di repubblica islamica nel Medio Oriente” afferma Giuseppe Acconcia, giornalista de “Il Manifesto“.

“E’ un accordo -continua Acconcia- che riporta serenità in tutta il Medio Oriente. Già si individuano alcuni segnali in questo senso. Da una parte, molti leader internazionali, primo fra tutti Obama, hanno parlato di un primo passo verso un Medio Oriente più sicuro, dall’altra già oggi c’è una diminuzione dei prezzi del petrolio. Questo definisce l’importanza di questo accordo che avrà effetti anche su tutti i conflitti della regione.”

Tra le implicazioni possibili dell’intesa di Ginevra, spicca il ruolo dell’Iran nel conflitto siriano. Nello specifico, il movimento sciita libanese Hezbollah, storico alleato dell’Iran, impegnato al fianco delle truppe di Assad, con un Iran al tavolo delle trattative con la Comunità Internazionale, potrebbe perdere il suo ruolo di longa manus del regime iraniano in Siria.