Fim-Fiom-Uilm contro il nuovo decreto sicurezza: per la prima volta in Italia un giudice si esprimerà nei confronti di rappresentanti sindacali per il reato di blocco stradale.
Il caso riguarda la manifestazione dello scorso 20 giugno, in cui lo sciopero dei metalmeccanici portò circa 10mila persone in piazza.
Le denunce non sono ancora state formalmente notificate, ma la notizia ha scosso le sigle sindacali in quanto il corteo si svolse in maniera pacifica e senza tensioni.
La reazione dei metalmeccanici di Bologna alla notizia sulle denunce per il blocco della tangenziale
Secondo i sindacati, la manifestazione era tutelata dall’articolo 40 della Costituzione, e queste denunce rischiano di creare un precedente.
Dopo 40 ore di sciopero, la manifestazione del 20 giugno raggiunse l’imbocco della tangenziale, uscendo dal percorso concordato con la questura. Nonostante ciò la polizia non fermò i manifestanti, limitandosi a segnalare la deviazione.
Il corteo attraversò la tangenziale per 45 minuti, durante i quali arrivò una nota ufficiale secondo la quale, per il mancato rispetto delle prescrizioni, i dimostranti rischiano la denuncia per blocco stradale.
I lavoratori diedero una risposta immediata e simbolica: «arrestateci tutti». Secondo i sindacati, la richiesta al gip da parte della procura di Bologna dell’emissione di tre decreti penali di condanna va a colpire un’intera categoria.
I nomi dei denunciati non sono ancora noti, ma tra i possibili indagati ci sono i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil o esponenti della Fiom come Simone Selmi, segretario provinciale bolognese.
Il giorno dopo la manifestazione il ministero del Lavoro riconvocò le parti, incontro che portò al rinnovo del contratto nazionale a novembre.
La lotta paga, ma il risultato rischia di passare in secondo piano a causa del procedimento giudiziario.
«Che ci sia una limitazione del procedimento democratico è evidente a prescindere dal decreto sicurezza, che ovviamente la limita ancora di più – ha detto Selmi ai nostri microfoni –
La cosa che più ci lascia sgomenti di questa iniziativa è legata al fatto che lavoratrici e lavoratori che per rivendicare un miglioramento salariale in questo paese rischia di prendersi una denuncia perché si interpone il fatto della libera circolazione stradale al diritto di un salario».
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