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Dura presa di posizione del collettivo di scrittori bolognese contro la scelta del nome per la nuova missione di pattugliamento del mediterraneo. Wu Ming 2 spiega le ragioni di una contrarietà nel merito e nella forma.

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Mare Nostrum è un nome che sa di colonialismo, di rimosso coloniale, di appropriazione di uno spazio comune, mentre invece la soluzione a questi problemi starebbe in una gestione del Mediterraneo più comune, considerandolo uno spazio che unisce popoli”. Questa la valutazione fatta da Wu Ming 2, dell’omonimo collettivo, della scelta, forse infelice, del nome per la nuova operazione di pattugliamento programmata dal governo italiano.

Chiamare il Mediterraneo “Nostrum, ci sembra una follia linguistica, -continua- e considerarlo un confine, una muraglia è assolutamente antistorico perchè il Mediterraneo non è mai stato questo e non dovrebbe essere questo, e, d’altra parte, è totalmente innaturale, perchè geograficamente è quasi un lago.”

“Invece di definire questa costantemente come un’emergenza, si dovrebbero fare patti volti ad una politica dell’accoglienza” afferma lo scrittore.

“Spesso -conclude- nell’utilizzo delle parole si nascondono dei lapsus e dei crimini, come c’insegna la psicanalisi. Questo riemergere di Mare Nostrum, sa veramente tanto di fascio littorio.”