Continuano le occupazioni nelle scuole bolognesi e non solo. Dopo le Rosa Luxemburg che avevano aperto le danze e il liceo Copernico che ha seguito la settimana scorsa, oggi in città sono gli studenti e le studentesse del liceo Laura Bassi che hanno deciso di occupare il proprio istituto.
Lunghissima la lista delle rivendicazioni degli occupanti, che vanno da problemi specifici del proprio plesso scolastico, sia infrastrutturali che organizzativi, e arrivano chiedere coinvolgimento anche per le risorse del Pnrr destinate alla scuola.

Occupazioni, la protesta delle Laura Bassi

È lunghissimo l’elenco delle ragioni fornite dalle studentesse e dagli studenti del Liceo Laura Bassi che hanno deciso di occupare la propria scuola. Sono 8 i capitoli di rivendicazione, che vanno dalle “dinamiche con cui viene gestita la situazione Covid” – tra lui la mancata fornitura di mascherine Ffp2 – alla “mancanza di materiale e strumentazione a scuola“, dai “problemi infrastrutturali” al poco “supporto psicologico” previsto nell’istituto, con appena un insegnante a dover seguire 900 tra studentesse e studenti.

Accanto a queste ragioni, come ha spiegato ai nostri microfoni una rappresentante di istituto, ci sono rivendicazioni più “classiche”, come la richiesta di “ritagliare dei momenti di attualità fuori dalle assemblee di istituto”, ma anche “problematiche interne all’organizzazione della giornata scolastica” e questioni più generali, come il “miglioramento dei progetti ministeriali” e una solidarietà nei confronti degli altri istituti occupati.
Un pensiero degli occupanti delle Laura Bassi va anche a Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni morto durante uno stage di alternanza scuola lavoro.

ASCOLTA L’INTERVISTA ALLA RAPPRESENTANTE DI ISTITUTO:

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