La rassegna Le notti delle Sementerie è arrivata alla decima edizione nel consueto spazio agri-culturale a Crevalcore della compagnia teatrale Sementerie Artistiche, diretta da Manuela De Meo e Pietro Traldi, e andrà in scena dal 4 luglio al 3 agosto.
La compagnia teatrale Sementerie Artistiche gestisce infatti dal 2015 l’omonimo centro agri-culturale di creazione, formazione e residenza artistica a Crevalcore, all’interno di alcune delle strutture dell’Azienda Agricola Valle Torretta riconvertite in seguito al terremoto 2012. Da allora l’Azienda Agricola e Sementerie Artistiche convivono sviluppando progetti paralleli di coltura e cultura. Simbolo di questa convivenza è il Teatro di Paglia, teatro “effimero” che ogni estate viene ripristinato per accogliere gli spettacoli della rassegna per poi essere dismesso a fine edizione “il simbolo più evidente dell’interazione tra il contesto in cui siamo e il nostro lavoro che facciamo insieme alla cittadinanza e al territorio” spiega De Meo.
10 anni di Sementerie Artistiche, l’edizione 2025 ripercorre il rapporto con il pubblico
Per festeggiare il traguardo il programma di quest’anno prevede 17 serate in cui verranno riproposti gli spettacoli che hanno fatto la storia de Le Notti delle Sementerie e della compagnia teatrale.
«Quest’anno abbiamo deciso di cogliere il passaggio alla doppia cifra della storia di questa rassegna per fare una festa insieme al pubblico e ripercorrere quello che è stato il nostro lavoro in questi anni – racconta Pietro Traldi, co-fondatore della compagnia Sementerie Artistiche – Dieci anni fa, quando abbiamo incominciato, ci trovavamo in uno spazio che non era abituato a essere attraversato da persone in cerca di un’esperienza artistica. Quindi per noi è stato una grande occasione di costruire insieme alle persone interessate la dimensione del teatro. E per farlo abbiamo avuto un’attenzione particolare a come si costruisce un un’interazione con quello che diventa il pubblico».
Due spettacoli raccontano bene questo lavoro di ricerca di una relazione con lo spazio non convenzionale in cui agisce la compagnia e con la cittadinanza. Il primo è Sogno di una notte di mezza estate, proposto per il quarto anno consecutivo (26-27 luglio; 30-31 luglio; 2 agosto), in cui la scena è spazio di incontro fra attori e spettatori e il cast integra gli attori professionisti ai cittadini che hanno partecipato ai percorsi laboratoriali di avvicinamento al teatro aperti a tutti. L’altro è Il Teatro di Carta (17luglio e 3 agosto), un’idea originale di Sementerie, «un’invenzione di qualche anno fa – racconta Traldi – in cui il pubblico è particolarmente attivo perché deve scegliere che cosa vedere durante la serata, e attivo è pure lo spazio perché quello che accade non accade in un unico palcoscenico, ma appunto in luoghi sparsi dell’azienda agricola».
Emblematico per festeggiare dieci anni è lo spettacolo Lontano Blu (in scena dall’ 11 al 13 luglio) «il nostro primissimo spettacolo che rimettiamo in scena proprio per questa occasione – racconta De Meo – e che testimonia un’altra nostra importante tappa, il rapporto con il Banfield Teatro Ensemble di Buenos Aires, dove abbiamo condiviso grande parte della nostra storia artistica».
Ad aprire l’edizione di quest’anno sarà lo spettacolo Il viaggio del dottor Cechov (dal 4 al 6 luglio) interpretato da Pietro Traldi, con la regia di Federico Grazzini (lo stesso del Sogno) e il testo di Manuela De Meo, che spiega: «Abbiamo deciso di concentrarci su un momento particolare della vita di Cechov, prima che diventasse il famoso drammaturgo che noi adesso conosciamo: quando intorno ai 30 anni ha compiuto questo viaggio incredibile verso l’isola di Sachalin per realizzare un’inchiesta sulle inumane condizioni dei detenuti. Allora era inaftti una colonia penale, nella Siberia profonda. E non c’era ancora la ferrovia. Quindi ha fatto un viaggio veramente incredibile. Secondo noi, e basandoci sulla testimonianza che ne ha lasciato nel libro L’isola di Sachalin, l’esperienza ha posto un po’ le basi del suo pensiero, della sua visione e intuizione poetica che poi si è manifestata nei grandi classici che ha scritto negli anni successivi».
Completano gli appuntamenti di questa edizione altri tre spettacoli della compagnia, definiti spettacoli pocket perché non sono legati agli spazi di Sementerie, non sono stati pensati e realizzati per quegli spazi, su quegli spazi ma potrebbero essere portati in scena ovunque: il primo è OI Baraba e altre Storie (18 luglio), un monologo di e con Pietro Traldi sulla creazione del mondo. «Su com’è che siamo finiti qui in questo mondo e com’è che abbiamo deciso di organizzarci così male, possiamo dirlo, sotto tanti punti di vista – raccontano i direttori artistici – Quindi è uno spettacolo grottesco e comico, che richiama un po’ con questo titolo Il mistero buffo di Dario Fo».
Il secondo è Manzoni senza filtro (19 luglio) di e con Manuela De Meo, tratto dai Promessi Sposi che però si condensano in un’ora, quindi una narrazione serrata, dove intervengono episodi specifici in cui viene mantenuto testo originale e agiti, con l’intento di mettere in luce gli aspetti più comici, grotteschi e di critica politica dei Promessi Sposi.
Infine The Show, scritto da Manuela De Meo ed Elisa Denti, interpretato da Elisa Denti, con la regia di Luigi D’Elia, uno spettacolo che parla del disagio, del sentirsi a disagio con il proprio corpo, con le categorie estetiche e di performance della società. È una storia molto divertente di una donna quarantenne leggermente in sovrappeso che finisce, per la perdita di una scommessa, a fare un corso di wrestling e in questo mondo così un po’ assurdo scopre delle espressività, diciamo, inconsuete.
ASCOLTA L’INTERVISTA A DI MEO E TRALDI:






