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I ragazzi di Làbas faranno sentire la loro voce al consiglio di quartiere previsto per la giornata di domani. Al grido di “Giù le mani da Làbas” il collettivo invita tutti i residenti di Santo Stefano a unirsi per difendere le idee e i progetti dell’ex Caserma Masini.

Si ritroveranno domani alle 19.00, nello spazio occupato di via Orfeo 46, i ragazzi del collettivo Làbas. Da lì prenderà il via un “corteo di cento metri” che raggiungerà il consiglio di quartiere, previsto per le 20.00. Il timore è quello di un nuovo sgombero imminente, soprattutto in vista delle vacanze natalizie.
 
“Andremo in consiglio di quartiere insieme a tutti i residenti che danno sostegno all’occupazione per impedire che si faccia il terzo sgombero coatto senza possibilità di dialogo” spiega Christopher di Làbas, che invita residenti e abitanti di Santo Stefano a partecipare: “sarà una manifestazione totalmente aperta a chiunque, residenti del quartiere, anziani, bambini, studenti e a tutte le persone che a Bologna hanno cuore queste tematiche sociali”.
 
Come detto, la preoccupazione per un possibile sgombero è forte in vista del periodo natalizio, occasione in cui già un anno fa le forze dell’ordine intervenirono per chiudere lo spazio. Il rischio è poi aggravato dalle recenti parole dei consiglieri di Forza Italia, Bignami e Lisei, che hanno invocato un intervento urgente su Làbas e altri centri sociali paventando la pericolosità di alcuni attivisti, i quali, a detta loro, sarebbero in possesso di armi. A raccogliere questo allarme è stata Ilaria Giorgetti, Presidente del Quartiere Santo Stefano.
 
“Sappiamo che Giorgetti, insieme a Forza italia, ha fatto molte pressioni per uno sgombero. Prima di tutto si aprano gli occhi sulle 250 persone che erano a pranzo con noi ieri, e sulle centinaia di persone che costruiscono progetti in questo posto”, la risposta di Christopher, che fa riferimento al pranzo sociale che si è tenuto nella giornata di ieri e che ha visto una grande partecipazione di cittadini e residenti del quartiere.
 
Proprio sul sostegno di queste persone si concentrano le speranze dei ragazzi di Làbas. Sono infatti oltre 350 le firme che sono già state raccolte, in modo autonomo, dagli abitanti della zona per esprimere la loro vicinanza al collettivo, e per far sì che l’ex Caserma Masini rimanga nelle loro mani e non sia lasciato al degrado e alla speculazione.  
 
A ciò si aggiunge il fatto che attualmente all’interno dello spazio occupato vivono circa dieci persone, e pertanto “non si tiene conto che uno sgombero equivarrebbe a uno sfratto”.
 
Per Christopher “l’ex Caserma Masini deve rimanere un bene comune. I progetti di Làbas hanno dato vita a questo posto, e pongono una questione seria: le persone che lo frequentano vogliono decidere su questi spazi abbandonati in città, e sul loro utilizzo”.
 
Andrea Perolino