L’Unione Sindacale di Base oggi in piazza contro il passaggio dei servizi educativi all’Asp unica voluto dal Comune. 300 maestre manifestano. Momenti di tensione davanti all’Asp. E il sindacato ottiene l’appoggio di M5S e Sel.

Torna la mobilitazione contro il progetto di Palazzo D’Accursio, che vuole passare i servizi educativi all’Asp (Azienda Servizi alla Persona).
Dopo la pacifica ma determinata invasione del Comune da parte delle maestre, avvenuta lunedì scorso, oggi si registra una nuova tappa della mobilitazione, con lo sciopero proclamato dall’Unione Sindacale di Base. E non è finita, perché il prossimo 16 maggio andrà in scena la notte bianca della scuola.
Alle 9 insegnanti, collaboratrici ed educatori di nidi e materne si sono dati appuntamento in piazza Nettuno per dare avvio ad un corteo che culminerà in piazza Maggiore, dove a mezzogiorno è prevista un’assemblea pubblica a cui sono stati invitati tutti i gruppi consigliari.

Il Comune di Bologna vorrebbe cedere i propri servizi educativi all’Asp, con l’intento di aggirare il Patto di Stabilità, che impedisce all’Amministrazione di assumere personale.
L’idea però non piace alle lavoratrici e al personale della scuola pubblica, che in essa vede uno svilimento sia del proprio ruolo, sia dell’istruzione. Le materne, infatti, sono considerate scuole e non servizi. La differenza è formale ma al tempo stesso sostanziale, perché un servizio può essere dismesso in assenza di risorse economiche, mentre la scuola è un diritto garantito dalla Costituzione.
Maestre e collaboratici temono anche per il proprio futuro e per il riconoscimento professionale, dal momento che il passaggio all’Asp comporterebbe un diverso inquadramento contrattuale.
Per l’Usb, inoltre, l’operazione solleverebbe anche il sospetto di una “privatizzazione strisciante”, dal momento che l’Asp in futuro potrebbe incrementare la fetta di servizi affidata alle cooperative e diminuire la quota di dipendenti pubblici.

Momenti di tensione. Quando i manifestanti sono arrivati all’ingresso dell’Asp Irides in via Castiglione, hanno trovato il portone chiuso. Alcuni di loro hanno cominciato a battere sulla porta, finche’ qualcuno dall’interno ha aperto: a quel punto il gruppo di manifestanti e’ riuscito a entrare, mentre un cordone di Carabinieri si formava per bloccare il resto del corteo. Sono volati diversi spintoni, ci sono voluti diversi secondi prima che tornasse la calma. Una ragazza sarebbe caduta facendosi male.