Sabato 29 novembre a Messina, si terrà una manifestazione nazionale contro il Ponte sullo Stretto che partirà da piazza Castronovo alle ore 14, per poi arrivare col corteo al comizio finale in piazza Duomo per gli interventi conclusivi. Saranno molte le realtà, tra cui le forze politiche dell’opposizione, che scenderanno in piazza a sostegno della manifestazione in una grande giornata di mobilitazione nella quale la lotta contro il Ponte si intreccia con la Giornata internazionale di solidarietà con la Palestina e contro i finanziamenti bellici che assegnano miliardi al riarmo. Tra i partiti sono attesi PD, M5S e AVS; WWF per l’associazionismo; poi CGIL e molti comitati locali.
Il contestato progetto del Ponte sullo Stretto di Messina: sabato una manifestazione nazionale
Il progetto del Ponte, fortemente voluto dal ministro Matteo Salvini, sta ricevendo bocciature su bocciature, dando prova che il progetto non possa essere considerato definitivo a causa delle molte questioni da risolvere.
L’anno scorso il Consiglio europeo aveva confermato il Ponte sullo Stretto di Messina come un’opera strategica fondamentale per il prolungamento del corridoio Scandinavo-Mediterraneo. Il tentativo del governo Meloni, del resto, è stato quello di inserire i costi della realizzazione dell’opera nel conteggio delle spese militari, all’interno di un riarmo europeo e della Nato che scorporerebbe la spesa dai vincoli di bilancio. Ma a guastare la festa sono stati gli stessi alti vertici militari, che a livello mondiale hanno dichiarato che se dovesse essere costruito, il ponte diventerebbe un obiettivo militare altamente sensibile, anche per la sua vicinanza alla base di Sigonella, come sottolinea ai nostri microfoni Elena Zeta dell’Assemblea No Ponte.
Il primo stop è arrivato a fine ottobre, quando l’opera da 13,5 miliardi di euro ha visto bocciata la delibera CIPESS e negato il visto di legittimità dalla Corte dei Conti, confermando l’insostenibilità del progetto già segnalata dalle associazioni ambientaliste sotto ogni profilo.
Il 17 novembre è arrivata una seconda bocciatura dei magistrati contabili a un altro provvedimento fondamentale per l’avvio dell’opera. Un diniego atteso, stando alle dichiarazioni del governo, in quanto in linea con il primo stop. Anche in questo caso però, bisognerà aspettare di leggere la sentenza, che dovrebbe essere pubblicata entro metà dicembre.
Secondo la documentazione pubblica e i rilievi di esperti e associazioni ci sono forti criticità sulle previsioni di traffico e utilità economica del ponte: non è chiaro se l’opera sia giustificata in rapporto ai costi previsti. I piani finanziari e le coperture economiche vengono ritenuti insufficientemente definiti o garantiti. Non mancano inoltre criticità ambientali e normative: il progetto suscita perplessità sul rispetto delle normative ambientali nazionali e comunitarie. Dal punto di vista tecnico-procedurale la documentazione non sarebbe ritenuta adeguata secondo la Corte, che ha chiesto integrazioni nei passaggi istruttori.
Inoltre, nonostante i cantieri non siano mai partiti, gli effetti del Ponte sono tangibili in maniera consistente sia in Sicilia che in Calabria poiché, sostiene ai nostri microfoni Federico Alagna dell’Assemblea No Ponte, «da decenni risulta essere un dispositivo politico attraverso il quale vengono sottratte risorse ai territori». Il progetto del Ponte, che nell’immaginario collettivo verrà “prima o poi” realizzato, ha provocato un rallentamento inevitabile degli investimenti prioritari nella rete ospedaliera, nella rete idrica che disperde oltre il 50% dell’acqua che passa al suo interno e in un sistema di traghettamenti fermi agli anni ’70.
ASCOLTA L’INTERVISTA A ELENA ZETA E FEDERICO ALAGNA:
A pochi giorni dalla grande mobilitazione prevista per il 29 novembre, la protesta contro il Ponte sullo Stretto si arricchisce di una nuova, potente voce per sostenere la lotta. Il collettivo musicale Strong Words annuncia l’uscita del brano inedito “Giù le mani dallo Stretto”, disponibile su tutte le piattaforme di streaming.
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