In Sala Borsa è stata posizionata una cassetta per un’offerta libera a sostegno delle attività della biblioteca. “Servirà per garantire la gratuità di tutti i servizi”.

Se entrate in Sala Borsa e vi trovate una cassetta per gli oboli, non preoccupatevi, non avete sbagliato indirizzo, non siete inavvertitamente entrati in San Petronio. Da alcuni giorni, infatti, la biblioteca nel cuore della città ha allestito una cassetta per le offerte libere della cittadinza.
La motivazione alla base dell’iniziativa è sostenere le attività della biblioteca e a mantenere alto lo standard dei servizi.

È la risposta creativa a quello che invece è noiosamente grave: il taglio dei fondi alla cultura, che nel 2011 ha portato al sistema bibliotecario cittadino un taglio di 256 mila euro. Il primo effetto era stato la chiusura di Sala Borsa il lunedì e settemila euro in meno per l’acquisto di nuovi libri.
Così l’istituzione bibliotecaria è passata al contrattacco, mutuando il sistema di raccolta di offerte proprio delle parrocchie o, più propriamente, di molti Paesi esteri in tema di cultura.
A dire il vero il sistema era già stato sperimentato in città dalla Cineteca, altra istituzione colpita dai tagli. Il risultato del primo anno di sperimentazione è stato sbalorditivo: 60mila euro raccolti dalle libere donazioni.

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