BOLOGNA – Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, il MAMbo – Museo d’arte Moderna di Bologna presenta la mostra dedicata a Giuseppe Chiari, in occasione del centenario dalla sua nascita.

L’obiettivo di questa mostra è quello di offrire una critica organica di una delle figure più rilevanti e versatili del panorama dell’arte italiana del secondo Novecento. Il progetto è sostenuto dal PAC 2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dal Ministero della Cultura, e rappresenta la retrospettiva completa del lavoro di Chiari in un’istituzione pubblica, distinguendosi per un impianto che propone un’indagine articolata e trasversale, superando la logica della presentazione per nuclei omogenei.  In questa prospettiva, la figura di Giuseppe Chiari viene contestualizzata storicamente partendo dagli anni Sessanta e Settanta e riletta alla luce delle sue relazioni e con altre esperienze avanguardistiche contemporanee. 

Il punto cardine della mostra indaga il passaggio dalla musica alle arti visive attraverso un percorso che parte dalle partiture degli anni Cinquanta, assistendo a una ridefinizione del linguaggio musicale in chiave espansa, orientata verso pratiche sonore e performative. In questo processo, lo strumento musicale viene privato delle sue funzioni e suonato in maniera non prescrittiva mediante l’uso di elementi come acqua, sassi e luce. 

Ad accogliere il pubblico è l’opera “La musica è facile”, ideata nel 1972, presentata alla Galleria Martano di Torino nel 1976 e acquistata dal MAMbo grazie al PAC: un intervento che amplifica e rilancia la riflessione di Giuseppe Chiari sulla natura accessibile, processuale e degerarchizzata dall’esperienza musicale. 

Al centro della Sala delle Ciminiere, il cuore dell’esposizione è caratterizzato da dodici pianoforti preparati che configurano lo spazio come un ambiente immersivo, in cui i pianoforti si prestano come presenze scultoree. Il percorso prosegue con una sezione dedicata alla notazione musicale che riflette le sperimentazioni effettuate da Chiari sulle modalità non canoniche di suonare gli strumenti. I metodi per suonare sono scritti in forma di testi, diagrammi e disegni che testimoniano la ricerca sensoriale ed esplorativa del suono con materia grezza e strumenti come acqua, luce, capelli, sedie e ambienti architettonici. Un altro nucleo è composto dai celebri spartiti cancellati: opere in cui il codice musicale mette in crisi lo statuto e la funzione della notazione tradizionale. 

Nella galleria interna, la mostra esplora un ulteriore sviluppo della ricerca di Chiari che, dagli anni Settanta, pone al centro la parola nella sua piena autonomia concettuale, svincolata dalla funzione istruttiva. Tra le opere presentate spiccano Art is easy – opera già appartenente alla collezione del MAMbo – e 120 pagine, installazione composta da decine di fotocopie di pagine tratte in parte da un quaderno dell’artista su cui risaltano parole e frasi dattiloscritte, la cui successione si presenta come un flusso disomogeneo di annotazioni che spaziano tra suggestioni visive, gestuali e sonore, in un gioco di rimandi che ripercorre partiture, statement e altri lavori dell’artista. 

Il percorso comprende una vasta selezione di interventi video curata da Cosetta Saba, docente di Analisi del film e di Pratiche audiovisive nella Media Art presso l’Università di Udine. Questi contenuti mostrano la riflessione dell’artista nel carattere processuale e performativo. La rassegna audiovisiva permette di approfondire la dimensione temporale e relazionale del lavoro di Giuseppe Chiari, offrendo un punto di vista esaustivo sulla sua sperimentazione mediale e sulla centralità del gesto. 

Un’intera sala invece è dedicata ad una sezione biografica curata da Stefano Cavaliero, elaborata graficamente da D+ studio, per contestualizzare la figura di Chiari nel panorama del secondo Novecento. Attraverso documenti, fotografie, materiali d’archivio – provenienti dall’Archivio Giuseppe e Victoria Chiari di Mario Chiari – e una dettagliata timeline, viene ricostruita la carriera dell’artista, restituendo un valore storico e documentario della sua opera. Ad accompagnare la mostra, un progetto editoriale dedicato all’artista. Il libro, disponibile sia in italiano che in inglese contiene foto di allestimento, saggi e schede di approfondimento. 

Contestualmente alla mostra, il MAMbo propone, in collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale e Fondazione Bonotto, un ciclo di tre concerti con la musica di Giuseppe Chiari. Il primo – Intervalli – sarà eseguito dal pianista olandese Reinier van Houdt in occasione dell’opening della mostra giovedì 28 maggio 2026 dalle ore 19.00, mentre il secondo e il terzo sono in programma sabato 26 settembre 2026 alle ore 17.00 con Agnese Toniutti e alle 19.00 con Chiara Saccone & Deborah Walker. 

Di seguito trovate il programma completo con tutti gli orari e le modalità di acquisto dei biglietti:

Inaugurazione


Giovedì 28 maggio 2026 ore 18.00 – 21.00
Alle ore 19.00 si tiene il concerto del pianista Reinier van Houdt che esegue Intervalli (1950 – 1956) di Giuseppe Chiari

Orari di apertura


Martedì e mercoledì ore 14.00 – 19.00
Giovedì ore 14.00 – 20.00
Venerdì, sabato, domenica e festivi ore 10.00 – 19.00
Martedì 2 giugno 2026 (Festa della Repubblica) ore 10.00 – 19.00
Sabato 15 agosto 2026 (Ferragosto) 10.00 – 19.00

sabato 26 settembre 2026, ore 17.00 | Agnese Toniuttiprogramma in via di definizione

sabato 26 settembre 2026, ore 19.00 | Chiara Saccone & Deborah Walker programma in via di definizione

Sede

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere (Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna)

Ingresso

Intero 6€ – Ridotto 4€