Questa mattina in via Zamboni 33, di fronte al Rettorato dell’Università di Bologna, si è tenuto un presidio organizzato da diverse associazioni studentesche per protestare contro la mancata copertura di una parte delle borse di studio destinate agli studenti aventi diritto. Più precisamente si tratta di studenti classificati come “idonei” dalla graduatoria stilata da Er.go, l’Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori dell’Emilia Romagna. Per la prima volta questi studenti sono considerati “ideonei non beneficiari”.
Il motivo per cui non riceveranno la borsa di studio è semplice: mancano i fondi necessari. L’Università di Bologna ha visto un aumento del 18% del numero di universitari con i requisiti per ottenere il beneficio, ma contemporaneamente sono diminuiti i fondi nazionali allo studio e quelli derivati dal PNRR, quasi dimezzati.

Mille studenti rischiano di abbandonare gli studi e la città: non riceveranno le borse di studio

La situazione coinvolge soprattutto le matricole, ovvero studenti e studentesse al primo anno del ciclo di studi poiché in questo modo l’Azienda regionale non prende in carico nuove domande a inizio percorso e riesce così a sostenere chi già riceve il contributo, permettendo loro di terminare gli studi.
La decisione è stata comunicata agli studenti interessati all’inizio del secondo semestre accademico, mettendoli in grossa difficoltà soprattutto per quanto riguarda il pagamento dell’affitto. Alcuni di loro alloggiano in studentati con la formula della trattenuta sulla borsa. Se questa viene revocata, dovranno pagare l’affitto non solo per i mesi successivi ma anche per quelli arretrati che non erano ancora stati saldati proprio per mancanza della borsa di studio. Si parla quindi di cifre insostenibili.

Altri studenti lamentano inoltre di essere stati avvisati di questo problema troppo tardi, una volta che si erano già trasferiti, contando sul supporto garantito dal contributo economico. Ora rischiano di dover lasciare Bologna che, ricordiamo, è tra le città universitarie con gli affitti più alti.
«Molti di loro sono studenti internazionali, che vengono da paesi come Russia e Iran, che senza borsa di studio sarebbero costretti a tornare nel loro paese d’origine, in cui non si sentono al sicuro – ci spiega Fausto Cirillo di Link Bologna, organizzazione studentesca indipendente – Non hanno avuto il tempo di cercare altre alternative».

Altri atenei della Regione, come quelli di Modena e Reggio Emilia, di Parma e di Ferrara hanno deciso di coprire la mancanza di fondi stanziando direttamente i soldi necessari per gli studenti risultati idonei in graduatoria. I collettivi universitari si aspettano che il Senato accademico dell’Università di Bologna segua la stessa direzione.
Cirillo ci spiega inoltre che un’altra motivazione di queste proteste riguarda il Governo italiano, che non si preoccupa di garantire il diritto allo studio per tutti. «Riteniamo inaccettabile il fatto che il Governo da anni stanzi fondi insufficienti per l’istruzione, mentre invece aumentano i finanziamenti destinati alle spese militari».

L’assessore regionale alle Politiche per il diritto allo studio universitario, Giovanni Paglia, negli scorsi mesi aveva parlato di un «incremento inaspettato di studenti beneficiari» a cui la  Regione aveva fatto fronte versando 12,5 milioni di euro per raggiungere la copertura del 93% delle richieste. «Ora serve un contributo maggiore da parte del Governo per arrivare alla copertura completa».

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