Spostata al 1º maggio, l’undicesima edizione del Festival Internazionale della Zuppa si svolgerà al Pilastro, rivendica il “diritto alla scarpetta” e festeggia il lavoro. Scambi di zuppe e vincitori tra Bologna, Roma e Berlino. E 20 giovanissimi rappresenteranno l’Europa con le arti circensi.

Più di 70 pentoloni e mestoli sono già pronti per partecipare all’undicesima competizione del Festival Internazionale della Zuppa, che si svolgerà domenica pomeriggio al Pilastro, in via Salgari e zone limitrofe.
Confermata dunque la location inaugurata l’anno scorso, dopo l’addio a Corticella. Confermato anche lo spirito dell’iniziativa: la mescolanza – simboleggiata dalla stessa zuppa – delle differenze.

Tante, invece, le novità di quest’anno. A partire dalla data: non più a ridosso del 25 aprile, ma il Primo Maggio. “Oltre ai valori della Resistenza e della Costituzione – spiegano gli organizzatori – festeggeremo il lavoro, i lavoratori e le lavoratrici’.
Il tema di quest’anno sarà il “diritto alla scarpetta”, ma anche a tutta la pentola. Diritto “inalienabile”, spiegano gli organizzatori, di cui dovranno tenere conto gli zuppanti, munendosi di pane.

Come di consueto, i cittadini degustatori dovranno portarsi da casa ciotole e cucchiai, o acquistare quelli degli organizzatori, per ridurre l’impatto ambientale.
Dall’altra parte della pentola, quest’anno, ci saranno anche i vincitori dell’analogo festival di Roma, mentre i vincitori dell’edizione bolognese parteciperanno all’iniziativa di Berlino.

Il Festival della Zuppa, quest’anno sarà aperto da una parata di giovanissimi che, attraverso le arti cincensi, insceneranno l’Europa e alcune riflessioni sul cibo.
Si tratta di ragazze e ragazzi tra i 14 e i 18 anni, a Bologna grazie ad uno scambio culturale, parte di un progetto europeo.

Tra musica, mostre e iniziative di avvicinamento, riunite nella rassegna “Zuppa Off”, continua una delle feste di strada più partecipate della nostra città.
Il programma completo è consultabile qui.

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