Non solo un film per risollevare gli animi dei rifugiati

Una troupe di disabili della Comunità 24 luglio gira i paesini del Centro Italia alla scoperta dei centri di accoglienza per richiedenti asilo. Un incontro fra due marginalità diverse e due forze diverse. È il documentario “I migrati” di Francesco Paolucci. Ascolta l’intervista al regista.

Giornalisti, fotoreporter, filmaker in giro per il Centro Italia alla scoperta dei centri di accoglienza per richiedenti asilo. Potrebbe essere la descrizione di una “normale” troupe giornalistica che, in temi di migrazioni, compie il suo lavoro.
La peculiarità, però, sta nel fatto che la troupe è composta da alcuni disabili della Comunità 24 luglio de L’Aquila, opportunamente formata in un corso di giornalismo.
È una piccola scommessa vinta quella di “I migrati“, il documentario di Francesco Paolucci che racconta l’incontro tra due forme di marginalità: quella della disabilità e quella della migrazione.

Forse sbagliamo a considerare fragili le persone tetraplegiche che ogni giorno devono affrontare mille difficoltà e barriere – osserva il regista ai nostri microfoni – così come sbagliamo a considerare fragili persone che hanno abbandonato tutto per scappare dalla fame o dalla guerra”.
Il viaggio compiuto in piccoli borghi del Centro Italia, oggetto di trasformazioni dovute all’arrivo di rifugiati, viene raccontato senza retorica dalla prospettiva particolare della troupe, che si misura per la prima volta con un fenomeno che per tanti è difficile definire e comprendere.

Nel documentario si mischiano in modo naturale i modi crudi e diretti dei disabili e la loro empatia verso le storie di persone che, per giungere in Italia, hanno attraversato mille peripezie. E che ne devono ancora affrontare, come sottolinea Gianluca, il fotoreporter della troupe, che spiega efficacemente al collega Benito, il giornalista, che cos’è la burocrazia.
I lunghi silenzi e gli imbarazzi, lasciati nel documentario in fase di montaggio, danno lo spazio anche allo spettatore per riflettere sui temi trattati.

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ASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCO PAOLUCCI: