“Non siamo il bancomat del governo”. A Bologna, come sul resto del territorio nazionale, un centinaio di dipendenti si sono dati appuntamento questa mattina davanti alla sede di via Gramsci per la mobilitazione del personale dell’INPS, indetta delle Rappresentanze Sindacali Unitarie.

I lavoratori denunciano gli ennesimi tagli del governo, che prevedono nello specifico, la riduzione  degli organici di circa 3200 unità, il taglio delle retribuzioni del pubblico impiego e in particolare di quelli enti previdenziali, con il blocco dei contratti di lavoro fino al 2017, la soppressione dell’indennità di vacanza contrattuale fino al gennaio 2015, tagli agli incentivi alla produttività del e 50% dei buoni pasto.

La manovra va a colpire, ancora una volta, un ente come l‘INPS, bersaglio negli ultimi 10 anni di continue misure di privatizzazione ed esternalizzazione che ne stanno mettendo a dura prova il funzionamento. È forte infatti la preoccupazione dei lavoratori che questi tagli influiranno negativamente sulla qualità dei servizi, che finiranno per danneggiare non solo i dipendenti pubblici ma tutti i cittadini che dipendono dalle prestazioni dell’ente.

Per questo alle otto e mezza del mattino i lavoratori Inps al posto di aprire gli sportelli hanno deciso di dar vita a un presidio, davanti alla sede dell’Istituto. La protesta, organizzata da Rsu, è andata avanti per tutta la mattinata.

Paolo Antoniazzi

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