Ci sono avvocati, come Fausto Gianelli, che hanno firmato la diffida contro il Memorandum con Israele, ma c’è anche l’avvocata Marina Prosperi, che da una vita difende gli attivisti dei movimenti sociali, insieme ad altri legali, come Aurora D’Agostino e Flavio Rossi Albertini.
I Giuristi Democratici scendono attivamente in campo per un progetto di difesa comune dei manifestanti che in questi mesi si sono battuti contro il genocidio in Palestina e che ora rischiano di finire a processo in seguito ad indagini giudiziarie.
La difesa collettiva dei Giuristi Democratici dei manifestanti per la Palestina
Sono già 54 gli attivisti e le attiviste che nella sola città di Bologna sono finite indagate dalla Procura per le manifestazioni realizzate nei mesi scorsi contro il genocidio in Palestina. Dall’occupazione alla stazione all’interruzione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico, si vedono accusati di reati come blocco ferroviario, interruzione di pubblico servizio, istigazione a delinquere, manifestazione non autorizzata e resistenza aggravata.
Ma la repressione nei confronti dei manifestanti solidali con i palestinesi non si registra solo nella nostra città. Anche in altri contesti sono in atto indagini simili che rischiano di sfociare in processi.
Il progetto difensivo dei Giuristi Democratici prevede una difesa collegiale degli avvocati che hanno dato la loro disponibilità e si basa su un principio basilare: le proteste anche forti sono giustificate da una situazione gravissima a cui è un diritto opporsi.
«La Costituzione italiana permette di difenderci dimostrando che rotto una legalità perché c’è un diritto più alto che aveva bisogno di essere agito – spiega Prosperi – Questa responsabilità che i manifestanti si stanno prendendo è una responsabilità di tutti».
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