Si stanno svolgendo le elezioni per la rappresentanza nell’Istituto di previdenza dei giornalisti. Per la prima volta scendono in campo i precari.

Lavoro e diritti si intrecciano anche per i giornalisti, ancor più se precari: sono in corso in questi giorni le elezioni per il rinnovo delle cariche Inpgi, l’istituto di previdenza nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Le votazioni, in corso dal 27 marzo e attuabili anche telematicamente, si chiuderanno domenica. Tra le liste dei candidati, compare una novità: quella sostenuta dalla Rete nazionale di giornalisti precari, freelance e autonomi. Nata all’indomani dell’esperienza della Carta di Firenze (il nuovo codice deontologico che tutelerà la dignità professionale. entrato in vigore dal 1.gennaio di quest’anno), la lista sottoPRESSione presenterà 5 candidati al fine di favorire la rappresentanza di quella base di giornalisti non contrattualizzati che mandano avanti, privi di tutele, ammortizzatori e garanzie lavorative, gran parte dell’editoria giornalistica.
Proprio In Emilia Romagna, nasce uno dei primi coordinamenti di precari, i Freelance Free CCC.

Valeria Tancredi, candidata per l’Emilia Romagna al Collegio sindacale per la gestione separata, e ça va sans dire, giornalista freelance collaboratrice dell’Unità Emilia Romagna, chiarisce l’importanza di questa discesa in campo:
“Sono tanti i problemi che affliggono la nostra categoria, che non è la casta che si immagina l’opinione pubblica”, quella dai contratti “blindati e invidiabili”, i cui benefit incredibili e non di rado sproporzionati raccontati dalle vecchie generazioni ai giovani cronisti quasi come mitologia, hanno contribuito a creare una vera e propria classe separata, spesso dalla società stessa. “Noi ci candidiamo perché vogliamo promuovere una maggiore equità all’interno dell’istituto – spiega Valeria – Facciamo parte quasi tutti della gestione separata, ovvero di tutti quei giornalisti non coperti dal contratto nazionale”.

I punti cardine della battaglia di “pressione”: l’istituzione di un fondo straordinario di solidarietà per i colleghi temporaneamente disoccupati; lotta all’evasione contributiva dovuta alla crisi dell’editoria, lavoro congiunto con l’ispettorato del lavoro, e soprattutto sottolinea la Tancredi, “noi vorremmo porre un argine alla cattiva abitudine dei pensionati che continuano, nonostante ottime pensione e su richiesta dell’editore naturalmente, a lavorare in redazione ricoprendo gli stessi ruoli, e – soprattutto – provocando un ulteriore tappo all’accesso dei giovani giornalisti alla professione”.

Un mestiere, quello del giornalista, che per i giovani – qualità anagrafica che va scemando in attesa di vedersi riconosciuta una professionalità da un contratto – diventa un vera e propria lotta di resistenza personale, che di certo non giova all’informazione, ma rischia di cambiare anche il principio stesso per cui si è deciso di tentare di fare questo lavoro: “sono stati fatti anche degli studi in proposito, da cui si è evinto quanto sia aumentato il carico di lavoro sulle spalle di un singolo giornalista rispetto a 20 anni fa. Un giornalista contrattualizzato aveva molto più tempo e modo per approfondire una notizia. Con l’estrema precarizzazione della professione – continua la sindacalista dell’Aser – il rischio della caduta della qualità dell’informazione è molto serio”.

Rischio che lei, come gli altri candidati vogliono quanto meno attenuare, restituendo respiro e riconoscimento a un mestiere meraviglioso ma sempre più privo di prospettive.

Oltre a lei, Alessandra Sgarbossa, di Refusi del Veneto e Luca Franchini del coordinamento precari della Campania candidati al comitato amministratore; e Antonello Antonelli e Gabriele Testi al collegio dei sindaci Inpgi.

Tutte le informazioni in merito alle proposte di sottoPRESSione, le trovate su
www.giornalistisottopressione.wordpress.com

Ilaria Giupponi

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