Domani torna il “Festival dei Calanchi e delle Argille azzurre”. La rassegna di mostre, laboratori, performance di arti visive, teatro, danza, letture poetiche, concerti, degustazioni eno-gastronomiche e trekking culturali punta a valorizzare e produrre la cultura locale e si articolerà in due momenti: dal 20 giugno al 4 luglio e dal 19 al 26 settembre. Le attività saranno all’aperto e si dipaneranno tra i territori di Faenza, Brisighella, Riolo Terme e Castel Bolognese. Tra gli ospiti si contano artisti internazionali provenienti dal Giappone, dalla Colombia e dalla Grecia.

Da domani fino al 4 luglio e dal 19 al 26 settembre il “Festival dei Calanchi e delle Argille azzurre” propone mostre, sport e spettacoli legati al territorio

Il festival è nato tre anni fa, nel periodo pandemico per sostenere il mondo dell’arte faentino in difficoltà a causa delle chiusure della pandemia. «Faenza è da sempre centro di produzione della cultura, ma il Covid ha bloccato questo comparto», ha spiegato il sindaco della città, Massimo Isola. «E per favorire la sua ripresa, abbiamo organizzato questo festival all’aperto. L’accoglienza del pubblico è stata buona fin da subito. Sarà stata la voglia di socialità e il potenziale che del festival che permetteva incontri all’aria aperta, ma è stato un successo. Le persone hanno cambiato il modo di vedere la natura, i colli. Perciò quando lo abbiamo riproposto negli anni successivi, le persone sono tornate».
Un festival che si è sempre rinnovato. «Quest’anno le novità stanno negli ospiti», ha svelato il direttore del Museo Carlo Zauli e organizzatore dell’evento, Matteo Zauli. «Artisti internazionali che, per amore del territorio, della sua morfologia, hanno pensato a opere e laboratori che dialoghino con i Calanchi». Il primo appuntamento sarà giovedì sera al Padiglione delle Argille Azzurre, in via Pideura e consisterà in una seduta di Mindfullness, riproposta anche il 27 giugno. Gli altri eventi continueranno fino al 4 luglio.

Zoe Drakopoulou, Petros Roussos e Iannis Sioutis, originari della Grecia, eseguiranno il 26 giugno, una performance musicale itinerante, alternata ad alcune letture, dal titolo “Rebearth”. Il giorno dopo, il colombiano Juan Sandoval (abitante di Brisighella) e George Moraitis eseguiranno “The sounds of the Earth. Esplorazione dei Calanchi – suono e argilla”: una performance di sculture sonore eseguita al Punto Panoramico Dinosauri di Pideura. E tornerà la fotografa giapponese Noriko Yamaguchi con la mostra collettiva “Azzurro fragile”: un ampio progetto di arti visive a cui hanno partecipato anche Francesco Nonni, Gilberto Bucci, Giovanni Pini, Sergia Avveduti, Cesare Reggiani, Barbara Deponti, Marco Samorè, Andrea Salvatori, Monica Zauli, Jacopo Casadei, Silvia Chiarini, Marco Ceroni, Oscar Dominguez, Gaia Carboni e Carlo Zauli.

Durante il festival si alterneranno una grande varietà di linguaggi con cui gli artisti ospiti celebreranno le bellezze e la storia dei calanchi. Profondi solchi dei versanti sabbiosi costituiti prevalentemente da argille scagliose e galestrine; quel che resta del mare preistorico. «Dopo anni di ceramiche e pittura, Andrea Salvatori da due anni disegna i calanchi da varie angolazioni creando così un archivio artistico dei Calanchi della Romagna Faentina», ha aggiunto Zauli. Tra le attività anche laboratori, spettacoli teatrali, danza, concerti, degustazioni eno-gastronomiche. Ma anche lo sport come il trekking e ciclismo. «Un modo per avvicinare anche un altro tipo di pubblico», ha concluso Isola.
Dopo la pausa estiva, gli appuntamenti proseguiranno dal 19 al 26 settembre.

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