Tra ritorni eccellenti, nuovi capitoli di carriere ormai consolidate e progetti che sembrano già portarsi addosso il peso della memoria, ecco le uscite discografiche di venerdì 25 settembre.
Singoli e album, le nuove uscite discografiche del 25 settembre
Tom Morello – Everyone Gets Everything they Want
Il settimo album solista del chitarrista dei Rage Against the Machine segna un deciso ritorno alla sua dimensione elettrica e muscolare, dopo le diverse incarnazioni del progetto solista e le parentesi più acustiche legate a The Nightwatchman. Nel disco compaiono collaborazioni con Serj Tankian, in “Adjourn It”, KNEECAP, in “Unconquered”, e Beartooth, in “Everything Burns”, mentre Roman Morello, figlio di Tom, è coinvolto in diversi brani, tra cui “Adjourn It”, “Soldier in the Army of Love” e “Date Night”. Proprio “Date Night” fornisce la chiave di lettura più esplicita dell’album: il brano prende spunto dalla storia vera di tre adolescenti olandesi coinvolte nella resistenza contro l’occupazione nazista durante la Seconda guerra mondiale. Morello ha definito il pezzo una canzone sullo schierarsi, inserendola apertamente nella propria tradizione di musica antirazzista e antifascista.
Europe – Come This Madness
Il titolo del dodicesimo album in studio della formazione svedese suggerisce un disco meno interessato alla fuga dalla realtà rispetto a quanto poteva accadere nella stagione classica della band. Brani come “The Cult of Ignorance”, “One on One” e la title track affrontano tensioni, disinformazione e inquietudini del presente, mentre musicalmente gli Europe cercano un equilibrio fra il proprio patrimonio melodico e una scrittura più dura e contemporanea. La title track, pubblicata proprio in questi giorni, parte da riff di matrice metal per arrivare a un ritornello ampio e immediato, con le chitarre di John Norum nuovamente protagoniste.
Soft Cell – Danceteria
Il sesto e ultimo album in studio del duo inglese arriva dopo la morte di Dave Ball, avvenuta nel 2025, quando il disco era già stato completato. Il titolo rimanda a un leggendario club newyorkese e all’esperienza che Marc Almond e Ball vissero nella New York dei primi anni Ottanta. Almond ha descritto l’album come una sorta di lettera d’amore a quella città e a quel periodo, trasformando il disco in un viaggio notturno attraverso club, strade, eccessi, glamour e decadenza. Ha inoltre chiarito che non ci saranno altre registrazioni del duo senza Ball, che per lui rappresentava metà dell’identità dei Soft Cell.
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Blondshell – Violins
Con il suo terzo album, Sabrina Teitelbaum allarga ulteriormente il proprio campo d’azione, spostando l’attenzione dalle dinamiche sentimentali verso questioni più ampie: la violenza del mondo, la religione, il corpo, le amicizie e il difficile processo della guarigione. Musicalmente rimane il gusto per il contrasto fra momenti raccolti ed esplosioni chitarristiche, ma “Violins” cerca una dimensione più ampia: il risultato è un album che conserva l’immediatezza dell’indie rock ma sembra meno interessato alla semplice confessione. In “Fur Elise”, brano di chiusura, Teitelbaum affronta anche quella fase della vita in cui le grandi decisioni — matrimonio, futuro, identità — arrivano prima che si sia necessariamente capito come affrontarle.
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Venus Ship – Impossible Escape
Il secondo album del collettivo di otto musicisti, nato nella scena underground bolognese, confluisce funk, soul, jazz, blues, hard rock e hip-hop all’interno di un progetto concettuale inspirato a “Film” di Samuel Beckett (1965) e alla sua ossessione per lo sguardo, la fuga e l’impossibilità di sfuggire a se stessi. Il disco trasforma questa idea in una materia sonora altrettanto instabile. “Venus Against”, con Solomon B, rappresenta forse il punto in cui queste diverse anime si incontrano con maggiore evidenza: chitarre aggressive, ottoni e una struttura hip-hop diventano il terreno di uno scontro sonoro che riflette quello concettuale al centro dell’album.
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