IL 26 e il 27 settembre Bologna ospiterà il “Weekend antirazzista”: iniziativa di due giorni organizzata da La Casa del Mondo, insieme ad altre realtà impegnate sul tema come Cambio Passo e Comitato Mubasta, per parlare di razzismo strutturale e profilazione razziale, partendo dall’omicidio di Fakir per arrivare al rapporto tra discriminazione, esclusione socio-economica e spazio urbano.
Geografia urbana, razzismo strutturale e sicurezza: due giorni di discussione e condivisione tra diverse soggettività
«Le ragioni per le quali abbiamo deciso di organizzare questo evento è di dare risposta a quanto è successo il 19 luglio, per il nefasto caso dell’omicidio razziale di Abderrahim Fakir – ha detto ai nostri microfoni Didier Tuelè de La Casa del Mondo – per cui sentivamo l’esigenza di far incontrare diverse realtà sociali per approfondire i temi del razzismo strutturale e della profilazione razziale, anche alla luce di quelle che sono le politiche e le dinamiche di esclusione sociale».
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di mettere in relazione persone e associazioni con le proprie esperienze e competenze, per arrivare alle radici più profonde della discriminazione razziale, un fenomeno che spesso viene letto solo tramite i singoli episodi. Per questo sarà centrale il tema del razzismo strutturale: analizzare i meccanismi attraverso i quali una società può produrre, anche senza dichiararlo esplicitamente, delle differenze di accesso alle opportunità e allo spazio pubblico, guardando oltre al singolo comportamento discriminatorio.
Partendo dal caso concreto dell’omicidio di Fakir, verranno analizzate le condizioni sociali, culturali e istituzionali che rendono possibile come determinate persone vengano percepite e trattate diversamente. Andare oltre al comportamento del singolo è fondamentale per cercare delle soluzioni che non siano nella responsabilità individuale. Guardare alla sovrastruttura, studiare i linguaggi e le pratiche, porta a individuare quali meccanismi permettono la riproduzione di determinati fenomeni.
Verrà trattato anche il tema della sicurezza, argomento sempre più discusso in merito alla vivibilità degli spazi urbani. La geografia urbana è particolarmente influenzata dalla profilazione razziale: le persone razzializzate tendono ad essere più spesso identificate, percepite come estranee e associate al degrado e all’insicurezza. Le città non sono solo un insieme di strade e di piazze, ma anche un insieme di regole, percezioni e pratiche che stabiliscono chi può attraversare quegli spazi e come.
Il programma
Dalle 9.30 alle 10 di sabato 26 settembre ci sarà l’accoglienza e colazione di benvenuto presso la Casa di Quartiere Pilastro, via Dino Campana 4.
Le iniziative iniziano alle 10 con il tavolo “Razzismo strutturale, politiche migratorie e criminalizzazione della mobilità” a cura di Strategie Legali, Asgi e Allerta Rossa, un confronto sui recenti generatori di segregazione interna.
Dalle 12.30 alle 13.15 ci sarà il laboratorio “Ricamando sguardi nuovi” a cura di Questo non è uno spazio di privilegio – gruppo di autocoscienza nera: un laboratorio separatista rivolto a persone razzializzate, uno spazio di confronto sulle esperienze quotidiane di potere, razzismo e disuguaglianza e sui loro effetti sul benessere e sulla salute mentale.
Dalle 12.30 alle 14 ci sarà il pranzo offerto da Colonna solidale autogestita, a cui seguirà il laboratorio “Queers contro l’islamofobia: costruiamo una campagna grafica contro le retoriche razziste” a cura di Smaschieramenti.
Dalle 14.30 alle 16 si terrà il laboratorio “Know your rights” a cura di La Casa del Mondo, con la presentazione di un vademecum sul copwatching e di una guida legale pensata per commercianti razzializzati, sottoposti a un monitoraggio continuo da parte delle forze dell’ordine.
Dalle 16.30 alle 18.30 tavolo forum e assemblea pubblica “Esclusione sociale ed esclusione urbana”, sulle diverse forme di esclusione sociale e urbana, a partire dalle esperienze di chi vive e lavora nei quartieri, a cura di Associazione Dadamà, Associazione Sopra i Ponti, Casa del Mondo, Mubasta, Bolognina Come Stai, associazione Aprimondo.
Dalle 19 alle 20 ci sarà il corteo organizzato da La Casa del Mondo e Comitato Mubasta “Camminare per non dimenticare”: un percorso collettivo attraverso il Pilastro, nel nome di Abderrahim Fakir.
Dalle 20 alle 21 ci sarà lo spettacolo teatrale “Diario della diaspora” di e con Mohamed Rafia Boukhbiza: monologo in tre atti inframmezzati da stacchi musicali dal vivo e dalla lettura di testi poetici di autori arabi.
La giornata si conclude alle 21.30 con il concerto di Coco é De Roda, live acustico di musica brasiliana con il mestre Cromado, con sonorità dal Pernambuco.
Domenica 27 settembre le attività si spostano alla Casa di Quartiere Katia Bertasi, in via Aristotile Fioravanti 18/3, e inizieranno alle 10 con il tavolo “Profilazione razziale, abusi di polizia, detenzione e dispositivi amministrativi di controllo”, a cura di Progetto Yaya, Strategie Legali, Casa del Mondo, Ya Basta, Asgi, Amnesty International Emilia-Romagna, Status Equo, collettivo Save e Mezzoradaria.
Dalle 12 alle 13.30 verranno presentate le testimonianze e gli strumenti pratici contro la profilazione razziale, gli abusi di polizia e i dispositivi amministrativi di controllo. Per concludere, dopo il pranzo, si terrà un’assemblea pubblica conclusiva.
ASCOLTA L’INTERVISTA A DIDIER:







